Posts Tagged ‘twitter’

Diventare chiacchieroni…

// settembre 5th, 2009 // View Comments // Internet

Gli amanti di Twitter storceranno il naso all’idea di dover immettere 1400 caratteri per un post…è la logica di Woofer, Social Network nato sulla scia di Twitter. Praticamente copiato in tutto (idea, grafica, logica…) da Twitter, Woofer prende di mira coloro che non amano parlare al mondo con pochi caratteri: il limite minimo di 1400 caratteri impone necessariamente un vero e proprio flusso di coscienza. Avrà successo? Sarà amato? Il web lo giudicherà…ma intanto, se Twitter inizia già a stancare (rumors) scrivere 1400 caratteri per un clone, mi sa di suicidio…

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Microblogging = Speedblogging

// maggio 3rd, 2009 // View Comments // Internet

Ho già parlato di Twitter in più occasioni, sottolineando il mio punto di vista in merito ai difetti e ai pregi della piattaforma. Ma stamattina mi è capitato sotto gli occhi, un articolo davvero interessante firmato Nielsen Online e pubblicato da Reuters. In breve, il microblogging di Twitter stufa facilmente. L’articolo riporta come il famoso Social Network riesca sempre di più nella conquista di nuovi utenti, facendo leva soprattutto su stars, opinion leaders e political leaders; tanto per citarne uno, Obama ha vinto le elezioni Americane anche grazie a Twitter. Ma cosa succede dopo un pò? Dopo il primo mese d’uso, il 60% circa dei frequentatori attivi lascia la piattaforma, portando altrove il proprio interesse ed entusiasmo. Come mai? Qui si apre il dibattito. I motivi potrebbero essere differenti: la difficoltà nel trovare followers che siano davvero interessati a quello che si scrive, lo spam da parte di molti utenti, la difficoltà nel rincorrere il mezzo (dover scrivere e pubblicare messaggi a intervalli regolari di tempo..) o perchè no, il non aver compreso il vero “senso” di questo social network,  confondendolo per un sosia alternativo di Facebook o simili ma in realtà, tutt’altra storia. Qualche riflessione? Postatela pure..

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Twitter tra privacy, voyeurismo e “specchietti”…

// aprile 23rd, 2009 // View Comments // Notizie dal Mondo, Tecnologia

Rileggendo l’ultimo acidissimo intervento dedicato a Facebook e la sua visione di privacy, oggi è tempo di riflessioni e di contraddizioni. Parlo di Twitter e lo faccio con poche parole.

Twitter è una rete e un servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti aul proprio status con messaggi di testo, lunghi non più di 140 caratteri, tramite il sito stesso, via SMS, messaggeria istantanea, e-mail, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Gli aggiornamenti sono mostrati nella pagina di profilo dell’utente e sono anche mandati istantaneamente agli altri utenti che si sono registrati per riceverli. Chi li manda può scegliere se inviarli solamente ad una ristretta cerchia di amici, oppure visibili a chiunque. (da Wikipedia).

Praticamente, persone di tutto il mondo scrivono “cosa” stanno facendo e lo fanno in maniera costante per tutta la giornata. Provo a farlo anche io:

Modalità Twitter ON

-Sta scrivendo questa frase! Qualche suggerimento?

-Si è preso una leggera pausa dal suo blog, si gusta un pocket coffee.

-Dopo la dipendenza da cioccolattini, avverte quella di blogging; capisce che non può smettere e si rituffa in una sana bloggata…

Modalità Twitter OFF

Ora sapete in cosa consiste Twitter. Da notare la “figata” dello scrivere in terza persona di se stessi, must fondamentale del twittatore (sembra una brutta parola, permettetemi il neologismo). Dai punti di vista antropologico, psicologico e sociologico, quello di twitter è un caso davvero interessante: ci si racconta, lo si fa in maniera costante, diretta e quasi 24h al giorno. Si può sapere come Mario scandisce il suo tempo, che sport pratica nel tempo libero, cosa studia, quando fa i lavoretti in nero, quando è a casa o in viaggio. E Mario (per chi non l’avesse capito è un nome di fantasia…) parla di sé con entusiasmo ed egocentrismo. Mario gode quando più persone possibili sono suoi followers, vale a dire che sono interessati alla sua vita. I followers lo “seguono” incessantemente e sono appassionati alla sua vita, la commentano e lo invitano a condividere il proprio vissuto. E’ un voyeurismo sfrenato, una caduta della privacy consenziente, una comunità di specchietti. Eppure piace; vista la premessa sulla privacy (che non è violata…) è un fenomeno interessante.

Ma mi sorge un dubbio di natura sociologica, una sorta di difetto accademico. Cos’è, oggi, la privacy?

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Twitter e Facebook fanno bene alla salute

// aprile 11th, 2009 // View Comments // Generale

Riflessioni a ruota libera…mica poi tanto (riflessioni). Scusate, ma i giornali se le vanno a cercare…o son sempre io, che le trovo. Da ansa.it:

ROMA, 5 APRILE – Ragazzo inglese di 16 anni tenta il suicidio ed e’ salvato dalla prontezza di spirito di una coetanea americana contattata su Facebook. Mercoledi’ sera il ragazzo aveva confessato di volersi togliere la vita durante una chat con una ragazza del Maryland. Pur non sapendo dove il suo interlocutore si trovasse, la giovane ha avvertito la madre, che ha allertato la polizia. Ed e’ scattata una corsa contro il tempo per trovare il computer da dove era partito il messaggio.

…mentre, da Corriere.it:

WASHINGHTON, 4 APRILE – Demi Moore ha contribuito ad impedire a una donna di suicidarsi. È quanto ha rivelato il marito dell’avvenente attrice, Ashton Kutcher, specificando che il salvataggio sarebbe avvenuto tramite il popolarissimo mini-blog «Twitter» che, come si è lamentata recentemente la stessa Moore, usa assiduamente. Secondo Kutcher (#aplusk su Twitter) la consorte (mrskutcher) ha ricevuto un messaggio da una donna (#sandieguy), che le preannunciava l’intenzione di «prendere un coltello» con cui intendeva «tagliarsi il braccio». La Moore dopo averle risposto, «spero tu stia scherzando», ha avvertito la polizia di San Josè in California, «salvando la vita della donna». Un portavoce della Polizia di San Jose ha confermato che grazie all’intervento di molte segnalazioni è riuscita ad intervenire in tempo per bloccare la donna.

..e poi dicono che il troppo “networkare” fa male alla salute…tzè.

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