Critica di un lettore

giugno 22nd, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Politica - (0 Comments)

E’ da molto che intendevo scrivere questo post. Circa un mese, penso; è un pensiero buttato li, una critica al volo, spensierata quanto motivata. E’ una critica alla stampa Italiana, ultimamente specializzata in un fare che mixa gossip e politica da quattro soldi. Mi riferisco ai tantissimi aggiornamenti in merito alla vita privata dell’attuale Premier, al suo divorzio, alla “papi” e ai festini privati. Durante il periodo di campagna elettorale ho letto e sentito solo di queste cose. Elezioni Europee? Ma no! A tratti mi veniva da pensare, che dovevamo scegliere realmente “chi” eliminare da Casa Berlusconi. E’ un cattivo reality, che spesso entra nel personale con forza, cattiveria e malizia. Ci sta visto la persona, la sua carica e tutto quello che genera intorno a sé. Ma da lettore, sinceramente non mi va di leggere costantemente questi aggiornamenti in prima pagina, prima delle notizie riguardanti i massacri che stanno avvenendo in Iran, prima della caduta del PIL e l’avanzare della “crisi”, l’emergenza in Abruzzo e di tante altre cose che meriterebbero priorità assoluta. Non ho letto, visto o sentito, nessuna cura ai mali che affliggono il nostro paese e il mondo, se fossi un alieno, penserei che la vita del premier, quella privata (e che a me, sinceramente non interessa…), sia più importante di tutto ciò che ho menzionato pocanzi. Assurdo. La teoria dell’agenda setting va a quel paese, perchè se questi son temi rilevanti dal punto di vista politico, beh, stiamo messi male…e questa, lo sappiamo tutti, non è una novità.

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E’ uno degli uomini più ricchi e potenti al mondo. Fa grandi cose…e spara grandi cose. L’ultima di Don Rupert, è la ricetta alla crisi della carta stampata, sempre più alle prese con bilanci difficili e gestioni che si susseguono. La stampa vende di meno, perchè c’è concorrenza. Il new-media Internet, ha surclassato il foglio di carta: internet è libero, internet è aggiornato, internet è dinamico e interattivo. Che grande dilemma. Non possiamo nascondere che più gli anni passano e la carta stampata diventa sempre di più un lusso che sa di vintage, perchè i difetti son troppi e tutti dettati dal suo essere semi-obsoleta. Non è un caso se praticamente tutte le testate giornalistiche più importanti al mondo (e anche in Italia) si siano dotate di un bel portalone-web per riportare tutte le notizie e gli aggiornamenti in tempo reale…e allora, ecco che Murdoch trova la soluzione al difficile quesito: far pagare le edizioni online dei giornali e l’accesso alle news, così come lui stesso applica nella sua News Corp.

Dal punto di vista personale, posso affermare di leggere molti blogs e diversi “giornali online” (che non compro mai in edicola). Repubblica.it, Corriere.it, Gazzett…ops, scusate…questo non c’entra.  Non mi ci vedo a pagare un abbonamento per consultare questo genere di siti…non che non siano soldi spesi bene, sia chiaro. Il motivo sta nella logica di internet: abbondanza delle fonti, open-content e open-knowledge. Chiudere le porte sul web e impostare un accesso a pagamento all’informazione, dubito che sarebbe una bella mossa…a mio avviso, almeno nel nostro paese, son pochi quelli che azzarderebbero un abbonamento. Internet ci permette di consultare diverse fonti, visitarle nello stesso momento e avere un accesso al sapere continuo e libero. E pensare che pochi giorni fa, avevo fatto un intervento sul sapere enciclopedico, in particolare quello di Wikipedia contro quello di Mircosoft Encarta…e il sapere libero, (almeno) in quel caso, aveva stravinto senza usare trucchetti del mestiere…

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