Posts Tagged ‘social network’

Diventare chiacchieroni…

// settembre 5th, 2009 // View Comments // Internet

Gli amanti di Twitter storceranno il naso all’idea di dover immettere 1400 caratteri per un post…è la logica di Woofer, Social Network nato sulla scia di Twitter. Praticamente copiato in tutto (idea, grafica, logica…) da Twitter, Woofer prende di mira coloro che non amano parlare al mondo con pochi caratteri: il limite minimo di 1400 caratteri impone necessariamente un vero e proprio flusso di coscienza. Avrà successo? Sarà amato? Il web lo giudicherà…ma intanto, se Twitter inizia già a stancare (rumors) scrivere 1400 caratteri per un clone, mi sa di suicidio…

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Social network troppo “social”

// giugno 23rd, 2009 // View Comments // Internet

Prima o poi, i propri contatti reali finiscono. E allora? Che si fa? Si mette una doppia mandata alla serratura virtuale o si cerca di espandere sempre di più il proprio network? Queste e tante altre domande, sono emerse dal sondaggio condotto su oltre 2mila persone in occasione della seconda “Settimana nazionale della sicurezza in rete”. In particolare, l’attenzione è caduta sui social network e su tutto ciò che comportano in termini di sicurezza dei dati. Ma andiamo per ordine; qual’è  il vero senso di un Social Network? Potremmo riassumere in due prospettive diverse, l’uso dell’add:

-Aggiungere i propri contatti reali: chattare con amici, familiari e parenti che si conoscono effettivamente nella vita reale.

-Fare un uso indiscriminato dell’add, aggiungendo si amici, famiari e parenti, ma usare lo strumento per fare nuove conoscenze.

Vediamo un pò i pro e contro. Nel primo caso, non abbiamo fatto altro che riportare sul web il nostro network reale: il web diventa così un mezzo che facilita l’interazione con persone conosciute e mette a disposizione una serie di strumenti e di risorse, da condividere con esse (foto, video, blog, etc). Nel secondo caso, il web (social networks, ndr) permette di varcare le soglie del proprio network, estendendolo e aprendolo “agli estranei”: in tal caso, il forte “contro” sta nel non conoscere effettivamente il nostro interlocutore, mettendo a rischio le proprie informazioni nonché i dati personali. Dai dati emersi dal sondaggio, sorprende l’ingenuità degli “over 40″, più impreparati in termini di tutela dei dati e quindi, decisamente meno attenti nella protezione dei propri dati personali.

Tuttavia, sono dell’opinione che bisogna tener sotto controllo i propri dati. Riportare sul web i propri contatti e non espandere la propria rete, è a mio avviso fortemente limitante. Piuttosto, andrebbe fatto un saggio uso dell’add, cercando di capire per bene “chi” si ha di fronte o quantomeno, i motivi che spingono una persona a richiedere una friendship. Non bisogna mai dimenticare che la truffa può essere dietro l’angolo e quindi, occhi aperti!

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Giudica il tuo posto di lavoro!

// maggio 11th, 2009 // View Comments // Internet

Noto con immenso piacere, che la rete sta diventando sempre più “matura”. In Italia, il fenomeno Linked-In sta continuando la sua lenta ascesa ma altre realtà stanno nascendo sulla scia del filone “Improve your Career”.

Questa volta segnalo il portale lavoriamocisu.it, un servizio fresco e ambizioso che parte dal basso: dall’esperienza dei propri utenti.

La mission. Si parla di lavoro, di come trovarlo. Si parla di un lavoro con cui vivere bene e di come stare bene nel proprio ambiente di lavoro. Gli utenti si scambiano informazioni, chattano, condividono documenti e “giudicano” le aziende: un acuto sistema di rating permette la classificazione delle aziende in base alle possibilità di carriera, formazione e livello retributivo. E non finisce qui. Il sito si dichiara aperto a suggerimenti, critiche e migliorie: insomma, un qualcosa di dinamico, che punta all’interazione utente-utente e fruitore-gestore con immediatezza e scioltezza.

Ora mi chiedo: quanto uno strumento simile, può definirsi attendibile? Mi riferisco in particolar modo ai seguenti casi:

  • Aziende che vogliono migliorare la propria immagine e lo fanno realizzando feedback positivi ad hoc.
  • Aziende che vogliono screditare l’immagine di potenziali concorrenti e lo fanno immettendo feedback negativi.
  • E’ giusto fidarsi di un feedback senza sapere “chi” realmente l’ha immesso, ove username e credenziali sono troppo generiche o addirittura sfiorano l’anonimato?
  • Come si comporterebbero determinate aziende, dinnanzi alla “sincerità” dei propri lavoratori, nel caso in cui questi lascino feedback negativi e con credenziali reali?
  • E se a presentare un feedback negativo, è un ex-dipendente incazzato a morte?

Insomma lo strumento ha le sue potenzialità ma come spesso accade per il web, i punti di forza si tramutano nei più grandi limiti della piattaforma. Tutto questo è inevitabile quando la tecnologia si scontra con il tessuto sociale: con la psicologia degli individui, con gli interessi delle aziende e via discorrendo.

Riassumendo. Che dire? Ottimo strumento che va tutelato a dovere, va perfezionato e soprattutto, va protetto. Come? Lavoriamoci su…magari con una proposta da inviare a questo indirizzo.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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Social Networking Wars: due risate sulla rete

// maggio 6th, 2009 // View Comments // Internet

Navigando su youtube ho trovato un video divertentissimo intitolato Social Networking Wars e firmato Current Tv. Tratta di un ragazzo tormentato da alcuni dei social networks più popolari al mondo; come finirà? Buona visione e soprattutto, buon divertimento!

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Con Labyring il Social Network indossa giacca e cravatta

// maggio 4th, 2009 // View Comments // Internet

Si chiama Labyring ed è un parente lontano di Linked-In. Obiettivo? Realizzare un network basato sulla produzione di contenuti condivisi e che riguardino il mondo della finanza. 1500 iscritti in meno di un mese e caratteristiche che ricordano il più maturo Linked-In: profilo basato su rating a completamento, possibilità di ricerca di lavoro, strumenti che puntano alla crescita professionale dei suoi partecipanti. Un Social Network che abbandona ancora una volta ogni veste ludica e che prova a fare il serio. Interessante è la biblioteca virtuale realizzata dagli utenti stessi, attraverso l’upload di documenti in formato word o excel. Insomma, ancora un passo avanti verso la specializzazione e la professionalizzazione della concezione di rete sociale, nonché strumento a proprio vantaggio per la propria carriera e crescita professionale.

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Microblogging = Speedblogging

// maggio 3rd, 2009 // View Comments // Internet

Ho già parlato di Twitter in più occasioni, sottolineando il mio punto di vista in merito ai difetti e ai pregi della piattaforma. Ma stamattina mi è capitato sotto gli occhi, un articolo davvero interessante firmato Nielsen Online e pubblicato da Reuters. In breve, il microblogging di Twitter stufa facilmente. L’articolo riporta come il famoso Social Network riesca sempre di più nella conquista di nuovi utenti, facendo leva soprattutto su stars, opinion leaders e political leaders; tanto per citarne uno, Obama ha vinto le elezioni Americane anche grazie a Twitter. Ma cosa succede dopo un pò? Dopo il primo mese d’uso, il 60% circa dei frequentatori attivi lascia la piattaforma, portando altrove il proprio interesse ed entusiasmo. Come mai? Qui si apre il dibattito. I motivi potrebbero essere differenti: la difficoltà nel trovare followers che siano davvero interessati a quello che si scrive, lo spam da parte di molti utenti, la difficoltà nel rincorrere il mezzo (dover scrivere e pubblicare messaggi a intervalli regolari di tempo..) o perchè no, il non aver compreso il vero “senso” di questo social network,  confondendolo per un sosia alternativo di Facebook o simili ma in realtà, tutt’altra storia. Qualche riflessione? Postatela pure..

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Revival informatici

// maggio 1st, 2009 // View Comments // Internet

Leggo su Repubblica.it un articolo che titola “E’ arrivato l’anti-facebook” e mi incuriosisco. Clicco, leggo, rimango deluso. A volte si mettono in ballo nomi e tematiche fatte solo per suscitare interesse nel lettore, senza cognizione di ciò che realmente si sta proponendo. Cosa  c’entra Omegle con Facebook?

Omegle is a brand-new service for meeting new friends. When you use Omegle, we pick another user at random and let you have a one-on-one chat with each other. Chats are completely anonymous, although there is nothing to stop you from revealing personal details if you would like.

Sintetizzo l’uso di Omegle. Si va sul sito, non c’è alcuna registrazione e si clicca su un pulsante. Si apre una chat: abbiamo di fronte “uno sconosciuto”. Parliamo con lui di quello che ci va; per la durata della chat “siamo” quello che ci va.

Fatta questa premessa, ritorniamo al filo del discorso, ovvero al confronto tra Facebook e Omegle.

Secondo questo vizioso sillogismo posso affermare con malizia che la nuova 500 è l’antagonista della vecchia 500. Cos’hanno in comune? Sono due auto, sono due fiat. Non importa se la seconda ha un bel pò di anni in più e non è euro4. Non importa se la prima ha il navigatore satellitare e la seconda non ha neanche la mappa stradale inclusa nel prezzo. Sono due 500 e sono diverse…e quindi, vista la nuova auto, coloro che possiedono la vecchia 500 possono sentirsi annoiati dalla propria vecchia auto, passando quindi alla nuova.

Omegle è una minestra fredda, freddissima. Forse, avrà circa 15 anni. E’ un revival informatico, chat vintage modernizzate. Mi ricorda molto la lontana rete IRC; solo che in quel caso, si parlava di rete…qui di rete non c’è nulla. Il paragone cade, la comunicazione va nel vuoto. Facciamo bla bla bla.

Sarà pur vero che nell’articolo citato non si fa riferimento a chi definisce Omegle un social network. Citiamo il peccato e non il peccatore…perchè forse, chi ha fatto il paragone, in fondo sa di aver  detto una “cosa non appropriata” (stronzata, ndr). Un network è sociale quando crea un legame tra gli interlocutori: in questo caso si crea un “contatto” che si spegne e si auto-distrugge nel giro di una chattata…roba da “Mission Impossible”.

Come ripristinare il contatto con lo “stranger”? Come rendere questa normalissima quanto banalissima chat un moderno Social Network? Semplice. Basta farsi dare i dati dal proprio interlocutore e aggiungerlo su Facebook…

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Twitter tra privacy, voyeurismo e “specchietti”…

// aprile 23rd, 2009 // View Comments // Notizie dal Mondo, Tecnologia

Rileggendo l’ultimo acidissimo intervento dedicato a Facebook e la sua visione di privacy, oggi è tempo di riflessioni e di contraddizioni. Parlo di Twitter e lo faccio con poche parole.

Twitter è una rete e un servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti aul proprio status con messaggi di testo, lunghi non più di 140 caratteri, tramite il sito stesso, via SMS, messaggeria istantanea, e-mail, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Gli aggiornamenti sono mostrati nella pagina di profilo dell’utente e sono anche mandati istantaneamente agli altri utenti che si sono registrati per riceverli. Chi li manda può scegliere se inviarli solamente ad una ristretta cerchia di amici, oppure visibili a chiunque. (da Wikipedia).

Praticamente, persone di tutto il mondo scrivono “cosa” stanno facendo e lo fanno in maniera costante per tutta la giornata. Provo a farlo anche io:

Modalità Twitter ON

-Sta scrivendo questa frase! Qualche suggerimento?

-Si è preso una leggera pausa dal suo blog, si gusta un pocket coffee.

-Dopo la dipendenza da cioccolattini, avverte quella di blogging; capisce che non può smettere e si rituffa in una sana bloggata…

Modalità Twitter OFF

Ora sapete in cosa consiste Twitter. Da notare la “figata” dello scrivere in terza persona di se stessi, must fondamentale del twittatore (sembra una brutta parola, permettetemi il neologismo). Dai punti di vista antropologico, psicologico e sociologico, quello di twitter è un caso davvero interessante: ci si racconta, lo si fa in maniera costante, diretta e quasi 24h al giorno. Si può sapere come Mario scandisce il suo tempo, che sport pratica nel tempo libero, cosa studia, quando fa i lavoretti in nero, quando è a casa o in viaggio. E Mario (per chi non l’avesse capito è un nome di fantasia…) parla di sé con entusiasmo ed egocentrismo. Mario gode quando più persone possibili sono suoi followers, vale a dire che sono interessati alla sua vita. I followers lo “seguono” incessantemente e sono appassionati alla sua vita, la commentano e lo invitano a condividere il proprio vissuto. E’ un voyeurismo sfrenato, una caduta della privacy consenziente, una comunità di specchietti. Eppure piace; vista la premessa sulla privacy (che non è violata…) è un fenomeno interessante.

Ma mi sorge un dubbio di natura sociologica, una sorta di difetto accademico. Cos’è, oggi, la privacy?

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Cos’è LinkedIn?

// aprile 14th, 2009 // View Comments // Generale

Ho trovato un video carino che spiega le proprietà di quest’importantissimo tool professionale; requisiti? Un buon inglese :)

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Twitter e Facebook fanno bene alla salute

// aprile 11th, 2009 // View Comments // Generale

Riflessioni a ruota libera…mica poi tanto (riflessioni). Scusate, ma i giornali se le vanno a cercare…o son sempre io, che le trovo. Da ansa.it:

ROMA, 5 APRILE – Ragazzo inglese di 16 anni tenta il suicidio ed e’ salvato dalla prontezza di spirito di una coetanea americana contattata su Facebook. Mercoledi’ sera il ragazzo aveva confessato di volersi togliere la vita durante una chat con una ragazza del Maryland. Pur non sapendo dove il suo interlocutore si trovasse, la giovane ha avvertito la madre, che ha allertato la polizia. Ed e’ scattata una corsa contro il tempo per trovare il computer da dove era partito il messaggio.

…mentre, da Corriere.it:

WASHINGHTON, 4 APRILE – Demi Moore ha contribuito ad impedire a una donna di suicidarsi. È quanto ha rivelato il marito dell’avvenente attrice, Ashton Kutcher, specificando che il salvataggio sarebbe avvenuto tramite il popolarissimo mini-blog «Twitter» che, come si è lamentata recentemente la stessa Moore, usa assiduamente. Secondo Kutcher (#aplusk su Twitter) la consorte (mrskutcher) ha ricevuto un messaggio da una donna (#sandieguy), che le preannunciava l’intenzione di «prendere un coltello» con cui intendeva «tagliarsi il braccio». La Moore dopo averle risposto, «spero tu stia scherzando», ha avvertito la polizia di San Josè in California, «salvando la vita della donna». Un portavoce della Polizia di San Jose ha confermato che grazie all’intervento di molte segnalazioni è riuscita ad intervenire in tempo per bloccare la donna.

..e poi dicono che il troppo “networkare” fa male alla salute…tzè.

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