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	<title>Gianmarco Esposito &#187; reuters</title>
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	<description>Il sito di Gianmarco Esposito</description>
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		<title>Microblogging = Speedblogging</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 05:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il primo mese d'uso, il 60% circa dei frequentatori attivi di Twitter lascia la piattaforma, portando altrove il proprio interesse ed entusiasmo. Come mai? <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/05/microblogging-speedblogging/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho già parlato di Twitter in più occasioni, sottolineando il mio punto di vista in merito ai difetti e ai pregi della piattaforma. Ma stamattina mi è capitato sotto gli occhi, un articolo davvero interessante firmato <a href="http://www.nielsen-online.com/" target="_blank">Nielsen Online</a> e pubblicato da <a href="http://www.reuters.com/article/technologyNews/idUSTRE53S1A720090429" target="_blank">Reuters</a>. In breve, il microblogging di Twitter stufa facilmente. L&#8217;articolo riporta come il famoso Social Network riesca sempre di più nella conquista di nuovi utenti, facendo leva soprattutto su stars, opinion leaders e political leaders; tanto per citarne uno, Obama ha vinto le elezioni Americane anche grazie a Twitter. Ma cosa succede dopo un pò? Dopo il primo mese d&#8217;uso, il 60% circa dei frequentatori attivi lascia la piattaforma, portando altrove il proprio interesse ed entusiasmo. Come mai? Qui si apre il dibattito. I motivi potrebbero essere differenti: la difficoltà nel trovare followers che siano davvero interessati a quello che si scrive, lo spam da parte di molti utenti, la difficoltà nel rincorrere il mezzo (dover scrivere e pubblicare messaggi a intervalli regolari di tempo..) o perchè no, il non aver compreso il vero &#8220;senso&#8221; di questo social network,  confondendolo per un sosia alternativo di Facebook o simili ma in realtà, tutt&#8217;altra storia. Qualche riflessione? Postatela pure..</p>
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