Questa mattina mi sono soffermato su un articolo davvero interessante a cura di Gilberto Visintin, in merito all’importanza del “saper usare la voce” nell’ambito delle risorse umane (Tratto da Eccellere.com). Il focus dell’articolo, arriva ad un punto: Parlare è semplice, Comunicare è tutt’altra cosa. E la voce è senz’altro la chiave del successo di un intervento, di un discorso, di un dibattito. (o quanto meno, il vero “Cavallo di Troia” di un discorso). In tal senso, non mi riferisco semplicemente al timbro (su quello, c’è poco da fa…se nasci con la voce di paperino, certo non puoi pretendere credibilità :) ) ma a come si utilizza la voce. Riporto qui qualche tratto preso in prestito dall’articolo di Visintin:

Recentemente ad una conferenza ho constatato per l’ennesima volta la difficoltà dell’oratore di tenere alta l’attenzione, nonostante l’argomento fosse molto interessante, a causa dell’uso piuttosto maldestro della sua voce. Dopo una manciata di minuti mi sono accorto, e non ero il solo, che non seguivo più quello che stava esponendo: un vero peccato!
Quella sera ho avuto, per l’ennesima volta, la conferma che poche sono le persone che sanno parlare in pubblico tenendo alta l’attenzione.
Credo sia molto importante, per tutti coloro che fanno un uso professionale della voce, saperla usare in modo corretto per ottenere un maggior successo di pubblico e nelle relazioni. La voce è uno strumento molto complesso e delicato che viene fortemente condizionato anche dagli stati emotivi. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la voce si può considerare lo specchio della nostra personalità: il nostro “strumento” voce se ben “suonato “ci permette una gamma infinita di espressioni: colori diversi, suoni diversi, corposità diverse. La nostra bocca è una cassa di diffusione dalle mille possibilità.

Se quando parliamo diamo alle parole lo stesso colore, lo stesso valore e lo stesso ritmo, diventiamo monotoni, provocando inevitabilmente un calo di attenzione.
Saper usare bene la propria voce significa conquistare oltre il trenta per cento in più di attenzione sullo standard medio d’ascolto: inoltre saper utilizzare la propria voce con efficacia, permette di divertirsi e di divertire.

Vanno cercati gli stimoli giusti che mettano in condizione i partecipanti di rompere gli indugi per lasciarsi andare e recuperare così la loro creatività vocalica, magma indispensabile, al di là della tecnica, per recuperare le proprie capacità fonatorie. E’ chiaro che tutto questo si ottiene attraverso un percorso formativo mirato e ben articolato.

Non posso che essere assolutamente d’accordo con l’autore. La voce è indispensabile, ci cattura o ci distrae, proprio come accade in politica. La voce, d’altronde, è un vero e proprio strumento musicale e come tale, dobbiamo impararlo ad usarlo seguendo una ritmica, un pentagramma creativo quanto adeguato al contesto e al topic che stiamo comunicando. Pause, colori, accenti sono importantissimi: la voce ci da tutto. Ci dimostra preparati quanto improvvisati, ci fa sentire vicini quanto un gradino sopra agli altri. Insomma, è davvero fondamentale.

In un colloquio recente, mi sono state chieste informazioni sulla webradio che gestisco da tre anni: ora capisco il perchè dell’importanza di Radio PodMast all’interno della mia carriera formativa. Lavorare in radio (odio il termine lavorare se precede il termine radio, che sia chiaro..) mi ha insegnato tanto: dar peso al tono, cercare registri vocali sempre nuovi e adeguati al tema discusso, non essere lenti ma neanche troppo veloci nell’esprimersi e soprattutto, mi ha spinto ad una ricerca lessicale che deve essere sempre in costante aggiornamento ed evoluzione.

Insomma, articolo interessante. Quindi, cari colleghi che volete specializzarvi nell’ambito delle HR, ho posti illimitati in radio…altrimenti, l’anno prossimo, tutti ad X-Factor.

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Sono tre anni che porto avanti il progetto di Radio PodMast e lo faccio sempre con lo stesso spirito: divertimento e curiosità. Curiosità per un mondo che mi affascina: la radio ha qualcosa che tutti gli altri media non hanno…non vedi nulla, senti. Focalizzi tutto sulla voce, sul tono, sulle parole: ed è così che parti con l’immaginazione, proprio come un libro. Questa è la radio: che sia in FM, che sia sul web o in un podcast. In un anno di trasmissioni, abbiamo realizzato ascolti altissimi per una webradio informato podcast: più di 31.000 downloads, che per un solo podcast settimanale è davvero tantissimo…e così, spinto dalla curiosità, ho iniziato a contattare delle webradio (in streaming) per capire quanti ascolti riescono ad avere nell’ora di “punta”…dire che sono rimasto deluso e sconcertato, è un eufemismo.

Una delle maggiori webradio in Italia mi ha risposto con un circa “100 ascoltatori” in contemporanea…e altre addirittura, 30-50. Stiamo parlando di radio su internet che ovviamente fanno riferimento all’Italia intera, mica radiucce minuscole che trasmettono per amici e parenti.

…e allora mi chiedo: quale futuro per una “radio” che per limiti tecnici, spese e quant’altro, può puntare ad ascolti ridottissimi rispetto alla mole di lavoro che si fa in studio? Gestire una radio è difficile, com’è difficile produrre ottimi contenuti. Per non parlare delle spese di gestione, siae e chi più ne ha più ne metta…con queste premesse, mi chiedo…ne vale davvero la pena?

Forse la webradio ha bisogno di qualcosa di diverso delle radio tradizionali…un’idea, un qualcosa che la renda totalmente diversa dalla classica concezione di radio…o semplicemente, questo discorso andrà a quel paese tra quale anno, quando la banda-larga sarà finalmente disponibile a tutti e a tutto, con meno costi e accessi facilitati…mah, forse è un pò troppo ambiziosa come idea, troppo futurista, troppo ottimista…ritorniamo con i piedi per terra.

Fatto stà, che sono qui a chiedermi: la webradio è una vera radio? Vale davvero la pena iniziare “un business” pensando ad una soluzione di diffusione quale quello in streaming? O rimane un sogno, un gioco, un hobby per pochi?

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Protetto: Avrei qualcosa da dire…posso?

giugno 5th, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Personale | Radio | Università - (Inserire la propria password per visualizzare i commenti)

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