Kernel/Shopping panic ?

aprile 24th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Tecnologia - (1 Comments)

Martedì pomeriggio sono stato ad un noto centro commerciale vicino Caserta per un pò di sano shopping; anche se visto il mal di schiena e i kilometri percorsi, l’aggettivo “sano” poco si addice. Aldilà delle tre camicie e un jeans invidiabili, non poteva mancare il momento informatico nello store di turno: vale a dire quello della Mondadori. Camminavo spensieratamente tra le infinite aree del centro commerciale fino a quando un qualcosa di familiare non mi è balzato alla vista (ehm, meglio dire agli occhi…): un bel panorama composto da MacBooks, iMacs e tutto l’ambaradan Cupertiniano. Quasi come a marcare il territorio, sono entrato dentro per dare un’occhiata (non c’è Apple store sulla mia strada che non abbia visitato…). Entro e mi dirigo nel punto informatico e noto diversi modelli di laptop, netbook e desktop, tutti lucenti e pronti alla prova. Tra qualche mese dovrò partire per Stresa e necessiterò di un portatile; mio padre insiste nel volermi dare il suo MacBook Pro acquistato lo scorso anno, io sono ancora incerto se portarmi lì il mio iMac e affiancargli un bel netbook o optare per il nuovo Macbook (probabile che il tentativo di corruzione di mio padre mi farà cadere prima o poi…). Ho così provato un pò di portatili, iniziando da quelli Apple: li conoscevo a memoria, che dire di innovativo…sono sempre le stesse macchine fenomenali di sempre. Passo poi ai netbooks, ci sono di tutti i prezzi e di tutte le marche: a partire dai 150 euro in su. Rimango stupito. Quasi la metà dei netbooks esposti, aveva problemi: qualcuno lamentava il non riconoscimento delle periferiche, qualcuno faceva un casino bestiale e un paio di modelli presentavano addirittura un bel Kernel Panic.

La Microsoft sostiene che i Mac sono solo estetica, come una bella bionda senza cervello. Io sostengo che Microsoft sia il nome di una brutta malattia, un virus senza rimedio. E io, sinceramente e detto tra noi, tra una bella ragazza e una brutta lebbrosa, preferisco la prima…e magari ho pure culo e si rivela intelligente…

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Apple? Oh, is so sexy…

aprile 10th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale - (0 Comments)

Signori e Signore, ecco a voi la mitica, accattivante e innovativa, pubblicità Microsoft! Giunta ai vostri monitor per convincervi a comprare un computer che supporti Windows…

…lo scherzo è bello quando dura poco.

La Microsoft ha tentato il colpo azzardando una parodia della serie “Get a Mac” ma con un risultato decisamente scadente. Secondo il mio modestissimo parere, la Microsoft non fa che commettere sempre lo stesso errore: cercare l’ispirazione in casa d’altri. Bill è senz’altro un uomo da affari, ma in quanto a creatività sta messo male…ma lasciamolo stare, che oramai è un pensionato di lusso. Fatto stà, che le idee nella sede di Redmond scarseggiano e lo dimostrano i flop come Windows Vista ( o meglio “sVista”) e il mattoncino orribile col nome in codice “Zune”. Questo spot (così come gli altri della stessa serie…) è davvero poco innovativo, scontato e di scarso interesse. Ricorda molto le pubblicità dei detersivi degli anni ’90: “Signora, se dovesse scegliere un detersivo, quale sceglierebbe?“. Ripeto, scadente.

“Macs to me are about aesthetics more than they are about the computing power. I don’t want to pay for the brand. I want to pay for the computer”.

Questa si che è forte. Potenza? Estetica? Che? E’ una bomba carica di stereotipi. Pensare che il mac sia bello, si usi solo per la grafica e il video, che sia poco diffuso e costoso…che dire: balle. Qualsiasi mac, quei soldi ce li vale tutti, e dico proprio tutti. E la sparo ancora più grande: costerebbero anche 500 euro in più, li prenderei sempre e comunque…perchè un mac, è per sempre…proprio come i diamanti. Non si brucia improvvisamente, non ha problemi hardware ricorrenti e tutto è integrato perfettamente in un sistema operativo che non va formattato ogni mese, non da il terrore della navigare insicura, non procura ansie daKernel-panics, non ha drivers da aggiornare ogni due secondi e così via…insomma, non solo un sistema operativo ma anche delle macchine affidabili. Che dire? Semplicemente, osservo…e la Microsoft, dovrebbe farlo di meno. Fuori la zucca, Microsoft boys: don’t get a mac, get creative!

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Wikipedia alla fine ha vinto. E questa ennesima vittoria, è data dall’annunciata ritirata di Microsoft, che da quest’anno metterà nell’album dei ricordi il logo di Encarta. Tantissimi anni fa, mi ricordo che avevo il cd-rom con l’enciclopedia: erano le scuole medie o forse i primi due anni di scuola superiore; in effetti, sembra passata un’eternità da allora…chissà qual’è stata la mia ultima ricerca…forse, qualcosa su Dante, se non ricordo male…e visti i risultati ottenuti sulla Divina Commedia, mi sa che non mi sia servita poi così tanto!  Ritornando al topic, il sapere libero ha vinto. L’aggiornamento continuo, l’ampliamento costante dei temi e le frontiere infiniti del sapere online, ha avuto la meglio sulla “classica” enciclopedia: quella in più tomi non aggiornabili (se non di rado e per mano degli autori), per nulla interattiva e in alcuni casi, limitata.

Vorrei proporre un piccolo estratto dal comunicato Microsoft in merito all’argomento:

Encarta has been a popular product around the world for many years. However, the category of traditional encyclopedias and reference material has changed. People today seek and consume information in considerably different ways than in years past. As part of Microsoft’s goal to deliver the most effective and engaging resources for today’s consumer, it has made the decision to exit the Encarta business.

Microsoft’s vision is that everyone around the world needs to have access to quality education, and we believe that we can use what we’ve learned and assets we’ve accrued with offerings like Encarta to develop future technology solutions. In doing so, we feel strongly that we are making the right investments that will help make our vision a reality.

La visione di Microsoft, è quella di un sapere libero e di libero accesso. Beh, io me la sarei risparmiata. Comunque sia, quanto scommettiamo, che il colosso Americano sta per prepararne un’altra? Difficile che l’azienda di Gates, molli l’osso. E le possibili soluzioni? Un’encarta online completamente gratuita (attualmente esiste già ma è accessibile con un abbonamento…) o un tentativo di acquisizione di Wikipedia (in perenne difficoltà economica), anche se quest’ultima, sembra abbastanza difficile visti i tempi che corrono.

Comunque sia, siamo davanti ad una svolta importante…e non ci resta che aspettare, per vedere come “il sistema” reagirà davanti all’ennesima consacrazione dell’”open“.

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