Non mi sarei mai immaginato “Michael Jackson” versione settantenne, con tanto di pensione e dolori alle ginocchia. E’ successo quello che già ad altri è accaduto: la morte “giovane”. Quella che ti rende immortale, che rende il silenzio una difficile assenza da sopportare. Citandone pochi, mi riferisco a Luigi Tenco, Jim Morrison, Massimo Troisi, Jimi handrix, Freddie Mercury, John Kennedy; sono solamente pochi dei nomi di personaggi che hanno portato qualcosa con sé e lasciato tanto su questo pianeta. Jackson verrà ricordato per sempre per il suo essere “Re del Pop”: un’infinità di album venduti e un nome conosciuto in ogni angolo di questo pianeta. Il resto, sono solo chiacchiere: da oggi, Michael è immortale.

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