Il marketing mi ha sempre affascinato, non a caso in passato avevo intenzione di specializzarmi nella ricerca di mercato e nella comunicazione pubblicitaria. Tutto merito della ricerca sociale, che attraverso le sue metodologie di ricerca qualitative e quantitative, mi fece appassionare a quest’ambito. Oggi però è accaduta una cosa particolare. Una mia collega mi ha parlato della sua idea di tesi in Buzz Marketing. Sono sincero, fino ad ora non avevo mai sentito parlare di questa strana parola e la cosa ancor più strana, è che il termine “buzz” davvero non mi suggeriva niente…e allora ho googleggiato un pò.

Nell’ambito del marketing il passaparola (indicato con l’espressione word of mouth) indica il diffondersi, attraverso una rete sociale, di informazioni e/o consigli tra consumatori.

Da sempre il passaparola definisce una comunicazione parlata face-to-face, ma, con l’evoluzione dei mass media, vengono prese in considerazione in questo ambito anche le conversazioni telefoniche, i messaggi di testi inviati tramite SMS o il web, i post dei blog, nelle community, i messaggi istantanei ed e-mail e comunque qualsiasi messaggio che permetta una interazione tra persone. Alle volte il significato di passaparola è utilizzato anche per indicare dei rumors, dei gossip, il “sentito dire” e le allusioni.

In genere il metodo del passaparola è più comunemente utilizzato per indicare la trasmissione di un’informazione positiva piuttosto che negativa, anche se questo non è una regola assoluta.

Il buzz marketing è quell’insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni.

La parola buzz è infatti onomatopeica e richiama il ronzio delle api: in estrema sintesi il buzz marketing rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito “sciame”, cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi. Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche. (Wikipedia)

Praticamente, il Buzz Marketing è una sorta di antenato del più celebre Viral Marketing, ovvero quel tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali. In Italia esiste anche una community di Buzz Marketing, parlo di zzub.it: un luogo dove si possono provare “in anteprima” servizi e prodotti, così da condividere le informazioni ricevute e attivarle di persona nel proprio network attraverso il semplice passaparola.

A volte penso che i grandi innovatori della rete siano tutti sociologi. In questo caso, sono ad esempio specializzati in analisi delle reti sociali (SNA, Social Network Analysis) e del capitale sociale. Questa è roba che esisteva un secolo fa e passa, senza esser presente la rete intesa come “internet”. Mi riferisco ai lavori di Mark Granovetter, Jeremy Boisseivain, Bruce Kapferer, Max Gluckman e tanti altri. E’ fenomenale come la sociologia sappia spiegare attraverso le teorie dei suoi più grandi autori, passato, presente e futuro della nostra società…e quindi, vista la mia laurea in ricerca sociale, non mi resta che acquistare una bella palla di vetro e iniziare un serio lavoro come veggente…

PS: Per quanto concerne le comunità dedicate al buzz marketing…che dire, bel modo per far girare la pubblicità a costo zero e in profondità…

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Sto pensando alla tesi…finalmente posso dirlo! Tesi, tesi ed ancora tesi…è passato un bel pò da quando il Prof. Ragozini mi rimproverava l’uso improprio del termine “tesi” per la laurea triennale…era una “prova finale”, diceva…col cavolo (aggiungo io), viste le notti insonni a scriverci su! Va beh, scherzi e notazioni storiche a parte, scegliere il tema è sempre un lavoro difficile e per quanto possa sembrare prematuro, io sto qui a pensarci.

Non si tratta di scrivere un lavoro che attesta e certifica le proprie abilità in una data materia, ma si tratta di scrivere qualcosa sul proprio futuro…la tesi della specialistica è il proprio biglietto da visita, ciò che orienta il proprio profilo professionale; ed è per questo che il dilemma si presenta più forte che mai: Human Resource Management o Marketing?

Entrambi sono percorsi che mi piacciono tantissimo ed in entrambi potrei applicare le mie conoscenze informatiche, statistiche, di ricerca e di comunicazione…quindi?

Ora come ora, sono più orientato al campo dell’human resource management e se penso alla tesi, mi vien fuori un’idea tosta, concreta ma forse un pò remota…Sto pensando alla progettazione e magari alla realizzazione di un software che controlli alla perfezione la sfera della gestione delle risorse umane, incentrato su alcuni elementi essenziali:

-Il concetto di ICT (Information and Communication Technologies)

-Human Resource Management: dati, skills, profili, etc…

-Statistics

-Reti sociali e comunicative interne all’azienda

-Task/project Management

E’ una prima idea, una valida idea…e chissà che non andrà in porto. In tal caso dovrò studiare approfonditamente i software presenti sul mercato e creare qualcosa di diverso…

Chissà!

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Stasera ho assistito al mio primo convegno virtuale su Second Life…ho ricevuto l’invito dal gruppo “unAcademy: Accademia non convenzionale della cultura digitale”, progetto interessante per tematiche trattate e incontri progettati.
Tema della discussione è “Assisi su Second Life” con ospite il sindaco di Assisi Claudio Ricci.

E’ stata un’occasione speciale per conoscere due realtà: quella di un mondo reale che si affaccia sul virtuale (curiosità, innovazione e immagine di una città storica del nostro paese…) e l’ennesima prova che il virtuale acquisisce sempre più peso: è attrattiva comunicativa, percorso affascinante della nuova comunicazione e per un nuovo modo di “creare” , incontrarsi, dibattere.

Quella su cui insiste il sindaco è un’ipercomunicazione multimediale che rivive nel passaparola, nel valore del one-to-one, nella parola scambiata frontalmente. Una comunicazione istituzionale che si nutre di un elemento fondamentale del metaverso della linden lab: la continuità delle relazioni e delle comunicazioni; esserci e viversi come flusso continuo. Assisi è quindi una città che impiega risorse in marketing ambientale, innovazioni tecnologiche e con uno sguardo al futuro mantenendo i valori e le identità culturali provenienti dal passato; tra l’astratto e il concreto, second life si offre come ponte e strumento per questa concezione che mixa e fonde, realtà e virtualità, senza dividersi mai ma anzi, rafforzando le proprie radici storiche e la propria immagine contemporanea…una sfida senz’altro difficile, magari in salita, ma che non spaventa il sindaco.

Tra gli atri temi, wifi in tutta assisi entro fine anno, opere di restauro, marketing e un progetto dedicato alla triste condizione della Napoli attuale: i migliori artisti Napoletani dell’arte contemporanea saranno chiamati a dipingere i cassonetti di Assisi; un’azione di comunicazione che cercherà di bilanciare, nel suo piccolo, un’immagine monocromatica di una triste realtà, cercando di riportare in tutto il suo splendore, Napoli,  a dir del sindaco “Capitale della cultura mondiale e del paese Italia“.

Che dire…Innanzitutto complimenti. La sfida è molto bella, interessanti sono stati i concetti dell’ipercomunicazione multimediale, della continuità nel metaverso, ma soprattutto la volontà di coniugare radici storiche e innovazione contemporanea attraverso la metafora (se di metafora si può parlare….) delle due piazze…quelle che i giovani dovrebbero frequentare: la reale, per conservare e vivere i rapporti “di persona”, fatti di fisicità e comunicazione diretta…e quella virtuale: simbolo e metafora di un vivere tecnologico al passo con i tempi o addirittura, con un occhio al futuro.

Ottima l’organizzazione dell’unAcademy…non mancherà occasione per assistere ad altre manifestazioni.

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