Apple? Oh, is so sexy…

aprile 10th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale - (0 Comments)

Signori e Signore, ecco a voi la mitica, accattivante e innovativa, pubblicità Microsoft! Giunta ai vostri monitor per convincervi a comprare un computer che supporti Windows…

…lo scherzo è bello quando dura poco.

La Microsoft ha tentato il colpo azzardando una parodia della serie “Get a Mac” ma con un risultato decisamente scadente. Secondo il mio modestissimo parere, la Microsoft non fa che commettere sempre lo stesso errore: cercare l’ispirazione in casa d’altri. Bill è senz’altro un uomo da affari, ma in quanto a creatività sta messo male…ma lasciamolo stare, che oramai è un pensionato di lusso. Fatto stà, che le idee nella sede di Redmond scarseggiano e lo dimostrano i flop come Windows Vista ( o meglio “sVista”) e il mattoncino orribile col nome in codice “Zune”. Questo spot (così come gli altri della stessa serie…) è davvero poco innovativo, scontato e di scarso interesse. Ricorda molto le pubblicità dei detersivi degli anni ’90: “Signora, se dovesse scegliere un detersivo, quale sceglierebbe?“. Ripeto, scadente.

“Macs to me are about aesthetics more than they are about the computing power. I don’t want to pay for the brand. I want to pay for the computer”.

Questa si che è forte. Potenza? Estetica? Che? E’ una bomba carica di stereotipi. Pensare che il mac sia bello, si usi solo per la grafica e il video, che sia poco diffuso e costoso…che dire: balle. Qualsiasi mac, quei soldi ce li vale tutti, e dico proprio tutti. E la sparo ancora più grande: costerebbero anche 500 euro in più, li prenderei sempre e comunque…perchè un mac, è per sempre…proprio come i diamanti. Non si brucia improvvisamente, non ha problemi hardware ricorrenti e tutto è integrato perfettamente in un sistema operativo che non va formattato ogni mese, non da il terrore della navigare insicura, non procura ansie daKernel-panics, non ha drivers da aggiornare ogni due secondi e così via…insomma, non solo un sistema operativo ma anche delle macchine affidabili. Che dire? Semplicemente, osservo…e la Microsoft, dovrebbe farlo di meno. Fuori la zucca, Microsoft boys: don’t get a mac, get creative!

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Oggi ho scoperto grazie ad una segnalazione del mio amico Ing. Jockerino, che il mac ha una funzione nascosta capace di trasformare uno statico monitor in uno psicologo attivo e reattivo…come? Davvero semplice…basta aprire il “terminale” e digitare le seguenti parole: “emacs POI shift+esc POI xdoctor” (ovviamente il POI sta ad indicare le fasi successive…non scrivetelo!). Apparirà una finestra con il proprio psicologo di fiducia rigorosamente inglese…ho fatto la mia prima chiacchierata ed è sembrato interessato a molte cose…prima di tutto alla famiglia, quindi all’andamento “scolastico”, per poi preoccuparsi di sapere come mi sentissi…caspita che divertimento (durato si e no 50 secondi, poi bottone rosso e via…)

Questa funzione mi ha ricordato alcune riflessioni suscitate da Sherry Turkle nel suo testo “La vita sullo schermo“; in particolar modo quando cita il software Depression 2.0, un programma specializzato nel trattamento della depressione. L’autrice si chiede come sia possibile che persone stiano ore ed ore a dialogare con un computer per poi minimizare con un ”E’ solo una macchina…”…in effetti,  io più di qualche secondo non ho resistito…

E pensare che tra gli anni ’70 e ’80 molte persone trovavano intrigante l’idea di poter parlare con la tecnologia circa le proprie faccende personali… come se ci si sentisse eccitati dalle possibilità di gioia o di auto-espressione contenute in simili conversazioni. Si sviluppava una sorta di legame emotivo…fino a quando non si toccava la psicoterapia vera: quando le persone, giudicavano il computer come uno psicoterapeuta, provavano disgusto. Frederic Jameson provò a spiegare questa sensazione, attraverso la sua concezione di post-modernità: una mancanza di profondità, intesa come l’esistenza del nulla aldilà della simulazione. Egli parla di “perdita di affetto”: la serietà con cui la gente prendeva le conversazioni con Depression è una testimonianza della perdita di profondità e di affetto.

…discorso troppo lungo…specialmente se sono le 2 di una bollente notte estiva e se la tentazione di cadere in tematiche sulla post-modernità per auto-stimolarmi il sonno è forte…meglio guardare Rete4: almeno mi addormento in pochi attimi e senza delirio.

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