Come ogni anno, il Macworld crea il suo filo d’ansia: appassionati d’informatica e soprattutto, utenti Appple, sentono l’evento come un nuovo Natale…si, perchè il Babbo Natale dalla magliettina nera e jeans, puntualmente ne regala delle belle.
Ecco che arriva così il primo appuntamento senza il CEO di Apple (Steve Jobs, ndr) e l’appuntamento cala di tono: si distribuiscono Flyers fuori al Moscone Center di San Francisco con la richiesta di presenza di Jobs ed online si commenta con estrema sufficienza la performance di Philip Schiller (Apple’s senior vice president of Worldwide Product Marketing)…eppure ieri la Apple ha presentato il suo store senza DRM: un momento storico per la società di Cupertino e per il mondo della musica digitale! Erano anni che si chiedeva una cosa simile e ora che sono state annientate le barriere di diffusione tra i diversi dispositivi informatici, la notizia passa sotto-tono e in sordina…perchè? Sempre e solo l’assenza di Jobs.
Questo keynote ha fatto parlare più per l’assenza del Ceo di Apple: un uomo capace di essere la vera novità di ogni appuntamento, semplicemente con la sua presenza, con la sua simpatia, con il suo savoir faire unico che rende i prodotti più speciali di quanto siano realmente: chi simpaticamente lo ha definito “Re Mida”, non poteva usare metafora più idonea.
Non c’è Jobs? Sarà pr la sua salute…e i titoli cadono. Jobs ha solo uno squilibrio ormonale? Ecco che le azioni (e gli animi di mezzo mondo…) si stabilizzano; ma a questo punto mi chiedo: cosa ne sarà un giorno, della Apple senza Jobs? Si, perchè pur augurando la più longeva delle vite a Jobs, certo non potrà essere immortale. Quanto è conveniente per un’azienda della portata di Apple, un simile legame ad un uomo che non è solamente l’immagine dell’impresa, ma ne incarna lo spirito e l’anima?
Questi sono questi ai quali non so rispondere…o forse, semplicemente non voglio…perchè? La risposta sta nella mia “Mac-fede” e Jobs…è anche per me una sorta di divinità vivente

