Ieri sera è andato in onda lo “show” sulla morte in diretta di Sarah Scazzi. Uno spettacolo deplorevole, secondo per atrocità solamente all’epilogo della stessa vicenda. Non voglio soffermarmi sui particolari di una storia da brividi, urlando il mio sconcerto e lanciando accuse, offese, insulti e “auspici” per coloro che hanno un ruolo in tutto questo. Quello che vorrei discutere è invece lo straziante reality della morte in diretta di una ragazza di quindici anni, soffocata, violentata e sepolta dal sangue del suo sangue. Non so come la famiglia abbia potuto accettare una diretta simile…ma la RAI….dico, la RAI, la televisione di stato che presta il fianco ad uno scoop seguito secondo queste modalità e tessendo audience su audience sfruttando il dolore e lo shock non solo di una famiglia, ma di un intero paese. Quintali di ipocrisia e tonnellate di scarsa professionalità, hanno realizzato la base di uno spettacolo privo di contenuti, al limite dell’osceno. Madre e famiglia al seguito, un avvocato popstar e una conduttrice degna del miglior avvoltoio sono stati i giusti ingredienti di un grande successo; a saperlo prima, facevano anche uno spot:
Mercoledi 6 ottobre alle ore 20:30, andrà in onda la “Morte in diretta di una giovane adolescente”; non perderti l’appuntamento dell’anno! Chi sarà il colpevole? Quale sarà il movente? E soprattutto, dov’è sepolto il corpo della giovane fanciulla? Segui l’attesa con noi…e ovviamente, se alla fine della vicenda, la madre della ragazza vorrà interrompere il programma, schiaccerà un bottone!
Dolore. Tanto dolore. Il mostro che ha commesso un crimine così efferato non è molto diverso dal mostro dell’informazione…e scusatemi, di cuore, se ho commesso un errore usando un eufemismo (“informazione“, ndr…).
PS: non allegherò alcun video dell’accaduto; piuttosto, richiamo all’attenzione una canzone del 2003 in grado di raccontare il mio punto di vista, ancor meglio delle mie stesse parole.

