Prima o poi, i propri contatti reali finiscono. E allora? Che si fa? Si mette una doppia mandata alla serratura virtuale o si cerca di espandere sempre di più il proprio network? Queste e tante altre domande, sono emerse dal sondaggio condotto su oltre 2mila persone in occasione della seconda “Settimana nazionale della sicurezza in rete”. In particolare, l’attenzione è caduta sui social network e su tutto ciò che comportano in termini di sicurezza dei dati. Ma andiamo per ordine; qual’è  il vero senso di un Social Network? Potremmo riassumere in due prospettive diverse, l’uso dell’add:

-Aggiungere i propri contatti reali: chattare con amici, familiari e parenti che si conoscono effettivamente nella vita reale.

-Fare un uso indiscriminato dell’add, aggiungendo si amici, famiari e parenti, ma usare lo strumento per fare nuove conoscenze.

Vediamo un pò i pro e contro. Nel primo caso, non abbiamo fatto altro che riportare sul web il nostro network reale: il web diventa così un mezzo che facilita l’interazione con persone conosciute e mette a disposizione una serie di strumenti e di risorse, da condividere con esse (foto, video, blog, etc). Nel secondo caso, il web (social networks, ndr) permette di varcare le soglie del proprio network, estendendolo e aprendolo “agli estranei”: in tal caso, il forte “contro” sta nel non conoscere effettivamente il nostro interlocutore, mettendo a rischio le proprie informazioni nonché i dati personali. Dai dati emersi dal sondaggio, sorprende l’ingenuità degli “over 40″, più impreparati in termini di tutela dei dati e quindi, decisamente meno attenti nella protezione dei propri dati personali.

Tuttavia, sono dell’opinione che bisogna tener sotto controllo i propri dati. Riportare sul web i propri contatti e non espandere la propria rete, è a mio avviso fortemente limitante. Piuttosto, andrebbe fatto un saggio uso dell’add, cercando di capire per bene “chi” si ha di fronte o quantomeno, i motivi che spingono una persona a richiedere una friendship. Non bisogna mai dimenticare che la truffa può essere dietro l’angolo e quindi, occhi aperti!

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Identità rubate

luglio 23rd, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Notizie dal Mondo - (0 Comments)

Internet si dimostra ancora una volta un luogo poco sicuro per poter condividere se stessi e inparticolar modo le proprie immagini…Becky Spraggs, 22 anni, tre bambini piccoli e una vita tranquilla nell’Hertfordshire, in Inghilterra, si è ritrovata ammiccante su FetLife, un sito porno canadese. E pensare che le sue foto provenivano dal suo Facebook; ma su FetLife, accanto alla sua foto, sono apparse le immagini di una donna (decisamente simile a lei…) impegnata in atti sessuali: «Voglio essere usata e abusata»: un messaggio più che esplicito.

La ragazza ignorava che invece il suo profilo era accessibile ai tre milioni di persone iscritte al London network. Lo scorso 28 giugno le immagini sono apparse su FetLife; online  anche le foto dei bambini che facevano il bagno e che dei pervertiti potrebbero averle prese. La ragazza si è rivolta alla polizia che si è dichiarata incompetente e le ha consigliato di fare riferimento all’Internet Watch Foundation, l’organismo britannico che vigila sugli abusi compiuti sul web. Inutili le email di reclamo spedite al sito porno. «Non mi hanno nemmeno risposto», ha detto Spraggs.

No, non è una cosa lontana miglia e miglia…successe anni fa anche a un mio amico, che si ritrovò le foto del proprio blog personale su un profilo “C6″; inutili furono anche in quel caso le decine e decine di mails: finì a denunce.

Bisogna prestare molta attenzione a come ci si muove sul web e a quello che si decide di mostrare di sé…soprattutto se condividiamo immagini e materiale multimediale. La rete non è un’oasi felice ed è piena di imbecilli…scordarlo o ignorarlo, è un grave, grave errore.

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