…e questa volta, i punti di sutura non servono perchè rimediare, diventa davvero difficile. Questo oramai è il mio quinto anno pieno alla Federico II° di Napoli e posso affermare, che nel corso di questi cinque anni, l’università è cambiata..e di parecchio. E mi riferisco, in particolar modo alla facoltà di Sociologia. Non dimenticherò mai i miei primi anni: l’unica cosa che alimentava l’insoddisfazione degli studenti erano gli spostamenti di sede tra vari corsi (ad appena pochi minuti di distanza), per il resto, tutto andava. Tantissimi corsi, un’offerta formativa completa e fatta di ottimi docenti dalla grande esperienza e dalle differenti scuole di pensiero. Ad oggi è cambiato molto: ed è evidentissimo. Corsi non attivati, confusione tra i diversi ordinamenti, docenti decimati e disorganizzazione. Lo vedo e lo sento sulla mia pelle…la risposta dei docenti? I fondi, questi maledetti fondi che mancano. La ricerca e l’istruzione è tutto per uno stato: è la vera ricchezza, è il futuro di tutto e tutti…e speriamo, che qualcuno lassù (e non intendo in paradiso…) lo capisca bene e una volta per tutte…

Share

Ieri sono stato al Career Day proposto dalle università Italiane…è stato il mio primo career day e posso dirmi abbastanza deluso. Doveva essere un’opportunità per far incontrare aziende e studenti, parlare di possibili inserimenti e perchè no, analizzare obiettivamente qualche curriculum. Molte aziende hanno invece “proposto” il loro master interno (iscriviti al master, solo 9500 euro+iva e dopo forse ti inserisci in azienda come super-mega-iper stipendiato), hanno semplicemente distribuito flyers (con tanto di sito ove spedire il CV) e in pochi, hanno affrontato dei colloqui…non troppo seri. Un pò c’era da immaginarselo..si parla di un traffico di quasi 3.000 studenti e di una trentina di aziende…però, sarei stato più entusiasta se tutte le aziende partecipanti all’evento, avessero proposto serie offerte di lavoro per noi poveri laureati…

Share

L’altro giorno ho assistito ad una scena che mi ha fatto riflettere non poco…ero in facoltà, precisamente nell’atrio all’ingresso…e all’improvviso arriva un corriere TNT che consegna diversi modelli di Apple iMac (non son riuscito a capire se si trattassero di 20 o 24 pollici…) al dipartimento di sociologia…se non ho visto male, erano almeno 4.

E’ un buon segnale: sono tante le università in Europa che si stanno affacciando sempre più alla tecnologia di Cupertino…ma c’è un ma…che non riesco a tenere dentro.

Un iMac ha un prezzo che parte dai 1000 euro circa…siccome penso che l’ordine l’abbia effettuato un professore che ne capisca non poco di Apple, i modelli arrivati erano almeno della seconda fascia (a partire da 1300 euro…), sicuramente scontati grazie alla promozione Educational della Apple Italia. Non voglio fare stime, ma sicuramente i computer son costati tra i 1000 e i 1100 euro…che se erano almeno 4, superiamo i 4000 euro. Ci sta…è una facoltà, i ricercatori hanno bisogno di iMac di ultima generazione…per carità…no? Mica si accontentano di Windows…

Ma noi studenti?

Una specialista in ricerca mai attivata. E’ il grande rimpianto della facoltà di sociologia della Federico II; la risposta sta tutta nella mancanza fondi per la sua attivazione e il suo mantenimento…tantissimi studenti provenienti dall’indirizzo “Ricerca Sociale” avrebbero conseguito con piacere un indirizzo specialistico simile (me compreso)…ma i fondi, non ci sono…

Computer per studenti guasti e per di più, con windows. Noi i mac ce li scordiamo…il nostro laboratorio vanta una 15ina di computer: almeno la metà guasti e i restanti con Windows…quindi quasti anche questi :D Bisogna fare interminabili file per usare un computer e avere problemi di plugin, di stampa, di compatibilità hardware e così via…se aggiungiamo il fatto che alla triennale ho seguito un “laboratorio di informatica” in un’aula senza computers, ove il docente illustrava come eseguire funzioni di media difficoltà tramite excel, word e vari software, RIGOROSAMENTE tramite slide o proiettore…questo è il massimo.

Licenze software: ASSENTI. Questo è decisamente grave. Sto seguendo un corso di statistica in analisi dei dati testuali e non posso lavorare serenamente in quanto il software da utilizzare (Taltac) è installato solamente su due PC del laboratorio…il problema è che a fare questo lavoro siamo almeno 7 gruppi da 4/5 persone ciascuno…quindi due computer per 30 persone almeno. E una licenza simile non è importante? Gli strumenti per il nostro studio, non hanno valore?

..ora penso…

Ma le tasse, le paghiamo tutti allo stesso modo? Siamo tutti della Federico II? E allora perchè tutto questo? Quale altra scusa dobbiamo ancora ascoltare? Quale assurdità dobbiamo ancora affrontare?

Stay tuned.

Share