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	<title>Gianmarco Esposito &#187; facebook</title>
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	<description>Il sito di Gianmarco Esposito</description>
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		<title>Il &#8220;Me Time&#8221; nell&#8217;oblìo della frenesia alienante</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 04:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Studiosi inglesi hanno dimostrato come negli ultimi anni il &#8220;Me Time&#8221; ovvero il tempo dedicato a se stessi, sia diminuito vertiginosamente. Il campione di riferimento, ricavato su una popolazione che risiede in Gran Bretagna, ha mostrato come la media nazionale di tempo libero giornaliero a disposizione sia di 1h-15m per gli uomini, mentre per le &#8230; <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2010/10/il-me-time-nelloblio-della-frenesia-alienante/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border: 1px solid black;" src="http://fc08.deviantart.net/fs44/i/2009/093/7/f/Shadow_Me_by_fading_grace.jpg" alt="" width="162" height="208" />Studiosi inglesi hanno dimostrato come negli ultimi anni il &#8220;Me Time&#8221; ovvero il tempo dedicato a se stessi, sia diminuito vertiginosamente. Il campione di riferimento, ricavato su una popolazione che risiede in Gran Bretagna, ha mostrato come la media nazionale di tempo libero giornaliero a disposizione sia di 1h-15m per gli uomini, mentre per le donne , a causa del &#8220;carico domestico&#8221;, il tempo da dedicare a se stessi scende addirittura a 50 min. Colpa di una società in perenne movimento, di un carico di lavoro che ci insegue tra ufficio e casa e non da meno, la forte presenza delle tecnologie per la comunicazione in ogni nostro &#8220;fare quotidiano&#8221;. A proposito di ciò, l&#8217;altro ieri era &#8220;San Francesco&#8221;. Ho pensato di inviare qualche sms e/o telefonare le persone che conosco con questo nome. Qualche bella chiacchierata, uno scambio di saluti e una manciata di birre strappate ad amici e parenti che festeggiavano l&#8217;onomastico. Stamane, un mio collega, mi ha raccontato che ieri ha fatto gli auguri a ben 99 &#8220;<em>contatti</em>&#8221; di nome &#8220;Francesco&#8221;. Ribadisco, non amici, parenti o conoscenti, ma <strong>contatti</strong>. E magari chissà, con tanto di  messaggio &#8220;copia e incolla&#8221;. Niente morale, per carità, ma il mio piccolo (e non generalista) contributo alla ricerca anglosassone si riassume in una provocazione simile: il tempo per se stessi sarà anche diminuito (o forse, evoluto in qualcosa di nuovo&#8230;); ma quello che dedichiamo agli altri, diminuito o arricchito che sia, starà mai rischiando di svuotarsi completamente? Spero di trovare qualcosa in merito&#8230;altrimenti, propongo un bel &#8220;stacca-la-spina-Day&#8221; per vivere  qualche ora in ottima compagnia di sè stessi e di non-contatti. Viva il &#8220;<strong>Me Time</strong>&#8220;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.gianmarcoesposito.com%2F2010%2F10%2Fil-me-time-nelloblio-della-frenesia-alienante%2F&amp;title=Il%20%26%238220%3BMe%20Time%26%238221%3B%20nell%26%238217%3Bobl%C3%ACo%20della%20frenesia%20alienante" id="wpa2a_2"><img src="http://www.gianmarcoesposito.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La creatività (ap)paga</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 08:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto nasce da un&#8217;idea: unica nella sua logica o nella propria sostanza. Così è nata Google, così è nata la Apple, così è nato Facebook; fenomeni milionari che hanno stravolto il mondo, cambiando schermi mentali e cornici culturali. Quello che riporto ora è una nuova esperienza: non sarà milionaria e non cambierà le nostre radici;  &#8230; <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2010/10/la-creativita-appaga-sweet-creation-shop/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border: 1px solid black;" src="http://img442.imageshack.us/img442/3167/sweetcreationshop.jpg" alt="" width="224" height="187" />Tutto nasce da un&#8217;idea: unica nella sua logica o nella propria sostanza. Così è nata Google, così è nata la Apple, così è nato Facebook; fenomeni milionari che hanno stravolto il mondo, cambiando schermi mentali e cornici culturali. Quello che riporto ora è una nuova esperienza: non sarà milionaria e non cambierà le nostre radici;  ma sicuramente, renderà qualcuno più affascinante! Sara e Paola (rispettivamente la mia ragazza e una sua amica) hanno dato vita a Sweet Creation: una sorta di impresa-fai-da-te specializzata in realizzazioni in cernit. Se c&#8217;è una cosa che adoro vedere, è lo sviluppo di un&#8217;idea: tutto nasce da una passione resa reale, curata nei dettagli, ricca di particolari: un piccolo momento di intrattenimento diventa così &#8220;quel qualcosa in più&#8221; che non solo ti stimola, ma ti appaga. La sweet-creation ha creato una pagina su facebook con le proprie creazioni: in meno di una giornata ha già ricevuto le prime richieste. Un motivo di orgoglio oltre che di felicità: la realizzazione di un prodotto di successo oltre che di se stessi. Che questo &#8220;laboratorio di (creati)vita&#8221; possa essere una grande lezione positiva. Congratulazioni, ragazze!</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.gianmarcoesposito.com%2F2010%2F10%2Fla-creativita-appaga-sweet-creation-shop%2F&amp;title=La%20creativit%C3%A0%20%28ap%29paga" id="wpa2a_4"><img src="http://www.gianmarcoesposito.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vedere le foto private nei profili facebook</title>
		<link>http://www.gianmarcoesposito.com/2009/09/vedere-le-foto-private-nei-profili-facebook/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come vedere le foto private nei profili facebook? E' davvero semplicissimo! Vi spiego come fare per ottenere TUTTE le informazioni dei profili ricercati... <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/09/vedere-le-foto-private-nei-profili-facebook/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come vedere le foto private nei profili facebook? E&#8217; davvero semplicissimo! Basta una richiesta di amicizia, la volontà di due persone e quindi i giusti permessi&#8230;Non servono trucchi, trucchetti, software, programmi per pc o attrezzi spia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">..e ora mi chiedo:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quanti di voi sono finiti in questa pagina del mio blog attraverso cattive intenzioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Offro una birra ai non maliziosi. Facebook fa parlare ancora di se e lo fa per la tutela della privacy, ancora una volta vacillante. Questa volta a essere nel mirino, sono i numerosi software spia che proliferano come funghi, volti a varcare i meccanismi di tutela dei propri dati personali. Il mio consiglio, è sempre lo stesso: quello di non pubblicare sul web troppe informazioni su se stessi, a meno che non sia fatto in un modo e in un luogo sicuro&#8230;e facebook, non lo è affatto.</p>
<p>…e se  proprio non resistete alla ricerca del divertimento, datevi a  tutt’altro: falciate l’erba del vostro vicino, contate gli scalini di  tutti i palazzi della vostra città o ancor meglio, fatevi una bella  partita a poker! A proposito di ciò, vi passo una dritta molto utile:  parlo di <a href="http://www.partypoker.fr/">Party Poker en ligne</a>.</p>
<p>Divertimento “sicuro” sia per i vostri dati personali (c’è da stare  tranquilli, guardate un pò tutte le certificazioni…), che per quanto  concerne il vostro tempo libero. Oramai è giusto definirlo “sport” per  tutte le risorse che necessita una partita di poker. Psicologia e  tattica, si mescolano insieme alle carte: sta a voi, avere gli assi  nelle giuste maniche, che sia su poker o nella vita reale.</p>
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		<title>Social network troppo &#8220;social&#8221;</title>
		<link>http://www.gianmarcoesposito.com/2009/06/social-network-troppo-social/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Usare i social networks: chiuderlo ai propri contatti reali o espandere la rete? pro e contro. <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/06/social-network-troppo-social/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima o poi, i propri contatti reali finiscono. E allora? Che si fa? Si mette una doppia mandata alla serratura virtuale o si cerca di espandere sempre di più il proprio network? Queste e tante altre domande, sono emerse dal sondaggio condotto su oltre 2mila persone in occasione della seconda &#8220;Settimana nazionale della sicurezza in rete&#8221;. In particolare, l&#8217;attenzione è caduta sui social network e su tutto ciò che comportano in termini di sicurezza dei dati. Ma andiamo per ordine; qual&#8217;è  il vero senso di un Social Network? Potremmo riassumere in due prospettive diverse, l&#8217;uso dell&#8217;<em>add</em>:</p>
<p style="text-align: justify;">-Aggiungere i propri contatti reali: chattare con amici, familiari e parenti che si conoscono effettivamente nella vita reale.</p>
<p style="text-align: justify;">-Fare un uso indiscriminato dell&#8217;add, aggiungendo si amici, famiari e parenti, ma usare lo strumento per fare nuove conoscenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo un pò i pro e contro. Nel primo caso, non abbiamo fatto altro che riportare sul web il nostro network reale: il web diventa così un mezzo che facilita l&#8217;interazione con persone conosciute e mette a disposizione una serie di strumenti e di risorse, da condividere con esse (foto, video, blog, etc). Nel secondo caso, il web (social networks, ndr) permette di varcare le soglie del proprio network, estendendolo e aprendolo &#8220;agli estranei&#8221;: in tal caso, il forte &#8220;contro&#8221; sta nel non conoscere effettivamente il nostro interlocutore, mettendo a rischio le proprie informazioni nonché i dati personali. Dai dati emersi dal sondaggio, sorprende l&#8217;ingenuità degli &#8220;over 40&#8243;, più impreparati in termini di tutela dei dati e quindi, decisamente meno attenti nella protezione dei propri dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, sono dell&#8217;opinione che bisogna tener sotto controllo i propri dati. Riportare sul web i propri contatti e non espandere la propria rete, è a mio avviso fortemente limitante. Piuttosto, andrebbe fatto un saggio uso dell&#8217;<em>add</em>, cercando di capire per bene &#8220;chi&#8221; si ha di fronte o quantomeno, i motivi che spingono una persona a richiedere una <em>friendship</em>. Non bisogna mai dimenticare che la truffa può essere dietro l&#8217;angolo e quindi, occhi aperti!</p>
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		<title>Social Networking Wars: due risate sulla rete</title>
		<link>http://www.gianmarcoesposito.com/2009/05/social-networking-wars-due-risate-su-internet/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un video divertente pescato nella rete di youtube. Il tema? I Social Network... <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/05/social-networking-wars-due-risate-su-internet/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Navigando su youtube ho trovato un video divertentissimo intitolato Social Networking Wars e firmato Current Tv. Tratta di un ragazzo tormentato da alcuni dei social networks più popolari al mondo; come finirà? Buona visione e soprattutto, buon divertimento!</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/Pl4JICjTPHI" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>Revival informatici</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 06:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo su Repubblica.it un articolo che titola "E' arrivato l'anti-facebook" e mi incuriosisco...ma è un pacco. Omegle VS Facebook? 500 vs 500... <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/05/revival-informatici/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo su <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_aprile_28/omegle_social_network_anonimo_5724ff42-33f2-11de-8558-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Repubblica.it</a> un articolo che titola &#8220;E&#8217; arrivato l&#8217;anti-facebook&#8221; e mi incuriosisco. Clicco, leggo, rimango deluso. A volte si mettono in ballo nomi e tematiche fatte solo per suscitare interesse nel lettore, senza cognizione di ciò che realmente si sta proponendo. Cosa  c&#8217;entra <a href="http://omegle.com/" target="_blank">Omegle</a> con Facebook?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Omegle is a brand-new service for meeting new friends. When you             use Omegle, we pick another user at random and let you have a             one-on-one chat with each other. Chats are completely anonymous,             although there is nothing to stop you from revealing personal             details if you would like.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sintetizzo l&#8217;uso di Omegle. Si va sul sito, non c&#8217;è alcuna registrazione e si clicca su un pulsante. Si apre una chat: abbiamo di fronte &#8220;uno sconosciuto&#8221;. Parliamo con lui di quello che ci va; per la durata della chat &#8220;siamo&#8221; quello che ci va.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa premessa, ritorniamo al filo del discorso, ovvero al confronto tra Facebook e Omegle.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo vizioso sillogismo posso affermare con malizia che la nuova 500 è l&#8217;antagonista della vecchia 500. Cos&#8217;hanno in comune? Sono due auto, sono due fiat. Non importa se la seconda ha un bel pò di anni in più e non è euro4. Non importa se la prima ha il navigatore satellitare e la seconda non ha neanche la mappa stradale inclusa nel prezzo. Sono due 500 e sono diverse&#8230;e quindi, vista la nuova auto, coloro che possiedono la vecchia 500 possono sentirsi annoiati dalla propria vecchia auto, passando quindi alla nuova.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://omegle.com/" target="_blank">Omegle</a> è una minestra fredda, freddissima. Forse, avrà circa 15 anni. E&#8217; un revival informatico, chat vintage modernizzate. Mi ricorda molto la lontana rete IRC; solo che in quel caso, si parlava di rete&#8230;qui di rete non c&#8217;è nulla. Il paragone cade, la comunicazione va nel vuoto. Facciamo bla bla bla.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà pur vero che nell&#8217;articolo citato non si fa riferimento a chi definisce <a href="http://omegle.com/" target="_blank">Omegle</a> un social network. Citiamo il peccato e non il peccatore&#8230;perchè forse, chi ha fatto il paragone, in fondo sa di aver  detto una &#8220;cosa non appropriata&#8221; (stronzata, ndr). Un network è sociale quando crea un legame tra gli interlocutori: in questo caso si crea un &#8220;contatto&#8221; che si spegne e si auto-distrugge nel giro di una chattata&#8230;roba da &#8220;Mission Impossible&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ripristinare il contatto con lo &#8220;stranger&#8221;? Come rendere questa normalissima quanto banalissima chat un moderno Social Network? <strong>Semplice</strong>. Basta farsi dare i dati dal proprio interlocutore e aggiungerlo su Facebook&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E-Democracy all&#8217;Italiana&#8230;made in California: Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 22:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook e la privacy tra e-democracy e cittadinanza. Una critica personale al sondaggio fasullo per la nuova politica sulla privacy e la tutela dei propri dati. <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/04/e-democracy-allitalianamade-in-california-facebook/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Facebook è oramai una di quelle cose che nel bene o nel male, fanno stampa. Proprio come lo era Second Life un paio di anni fa: giornali, blogs, media e chi più ne ha più ne metta, se non trattano Facebook non sono &#8220;<em>al passo coi tempi&#8221;</em>. E allora eccomi qui a rincarare la mia acidissima dose contro il socio-cazzeggial network più famoso della rete. Qualche decina di interventi fa avevo accennato qualcosina circa le politiche &#8220;<em>poco trasparenti</em>&#8221; (eufemismo, ndr.) di faccialibro in materia di privacy e del trattamento dei dati; cosa fastidiosa quanto bizzarra. E ora ecco la goccia che fa traboccare il vaso, abboccare i media e sboccare gli utenti: il <strong>sondaggione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripetiamo un pò di storia</strong>. Fare sondaggi è un vizio nato ed esploso in America soprattutto grazie a quel cervello a otto-core di <em>Gallup</em> (mi riferisco a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Gallup" target="_blank">George Gallup</a>, il famoso statistico statunitense e non a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Gallup" target="_blank">Simon Gallup</a>, bassista dei The cure&#8230;); parlo di quasi un secolo fa, intendiamoci. In Italia, come di solito accade, le mode Americane arrivano con un pò di ritardo&#8230;ma alla fine, arrivano eccome. Al giorno d&#8217;oggi l&#8217;Italia fa un (ab)uso costante dei sondaggi, riproponendoli dappertutto: politica, tv, media, a lavoro, a scuola e perfino a casa (chi non riceve costantemente telefonate in stile &#8220;<em>chi vuol essere milionario?</em>&#8220;). D&#8217;altronde la mania del &#8220;sondare&#8221; è forte: la statistica è roba potente&#8230;e lo dico da laureato in ricerca sociale con tesi in statistica. Ma dov&#8217;è l&#8217;inghippo?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il metodo</strong>. Date un&#8217;occhiata ai giornali o a qualche programma televisivo che propone sondaggi e leggerete frasi del tipo &#8220;<em>il</em><em> 70% degli Italiani afferma che&#8230;</em>&#8220;. Tutto normale. Diventa a-normale quando questo campione è poco rappresentativo o non ampio abbastanza per essere la base di una conclusione tale da rappresentar qualcuno. Per dirla in parole povere, noto come spesso si generalizzi un fenomeno basandosi sull&#8217;intervista di poche centinaia o migliaia di persone. E quelle persone? Chi erano realmente? Posso dire che il 70% degli Italiani sono vegetariani&#8230;magari, prendo come campione le persone che fanno una spesa maggiore di 15 euro al giorno dal fruttivendolo; oppure che il 90% degli Italiani ha un pc, intervistando persone che escono da negozi di informatica. Potete quindi immaginare come uno strumento simile sia sensibilissimo e quanto abbia bisogno di metodo, attenzione e serietà nella sua implementazione. Figuriamoci poi quando si vuole sollecitare (o solleticare?) &#8220;il senso di cittadinanza&#8221; attraverso uno strumento simile intervistando, magari, il &#8220;popolo della rete&#8221;&#8230;signori e signore, siamo davanti ad un atto di democrazia elettronica pura&#8230;e a metterla in pratica, oggi, è proprio lui: <strong>Facebook</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E-Democracy </strong>Feat.<strong> Cittadinanza</strong>, parole con un significato complesso e lontane da un fenomeno come quello di Facebook; qualcuno potrebbe darmi del pazzo (o dell&#8217;ignorante) nell&#8217;usarle accanto ad un social network simile. E se lo faccio, è perchè leggo sulla stampa di tutto il mondo, che Facebook è attualmente una comunità di oltre 200 milioni di persone, praticamente il 5° paese al mondo per popolazione&#8230;assurdo. Per non parlare di una &#8220;natalità&#8221; di 500.000 persone al giorno! (iscritti, ndr.) Quindi, se di &#8220;paese&#8221; parliamo, è giusto farlo con i termini più adatti possibili.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ritorniamo al topic, in maniera diretta e semplice.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Facebook fa il furbo con la privacy degli utenti: rende difficile la rimozione dei profili e dei propri dati, figuriamoci poi con il materiale che uplodiamo (come ad esempio le fotografie). Un maggior numero di persone stanno accorgendosi di questa cosa, il web ne dibatte sempre di più, il web inizia a criticare facebook (paradossalmente, lo fa su Facebook stesso, grazie a gruppi di discussione). Lo staff di Mark Zuckerberg avverte il cattivo sentore e pensa allora di &#8220;sfidare&#8221; la propria utenza; riassumo la sintesi strategica di Facebook con questo discorsetto:</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Cari utenti, affido a voi la decisione sulla privacy. Decidete voi se modificare o meno l&#8217;attuale politica sulla riservatezza dei vostri dati e fatelo attraverso un sondaggio. Due condizioni: avete poco tempo per rispondere e dovete farlo in pochi, appena il 30% di voi tutti. Solo così la vostra decisione potrà essere validata e presa seriamente in esame&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: center;">Che pasticcio&#8230;.tra me e me, rifletto:</p>
<ol>
<li><strong>-Un quorum al 30%</strong> non rappresenta neanche la metà degli utenti. Non si parla di maggioranza. Non si fa attenzione all&#8217;opinione generale. E se l&#8217;altro 70% ha un&#8217;opinione contraria al 30% decisionale?</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">-Un quorum fissato al 30% di 200 milioni di utenti significa 60 milioni di persone</span>.</li>
<li>-Far votare 60 milioni di persone in una settimana<strong> è roba da guinness</strong>.</li>
<li>-Cos&#8217;è sta roba?</li>
</ol>
<p>Tralasciando il discorso provocatorio sulla democrazia, ne faccio uno più adeguato sulla partecipazione e trasparenza; paroloni tanto antipatici anche alla politica italiana (date un&#8217;occhiata ai decreti 142/90, 241/90, 150/2000 e alla contorta storia della comunicazione istituzionale in Italia&#8230;). Dove vuole realmente arrivare Facebook? Dietro questo social network da brivido, c&#8217;è una realtà amministrativa forte o traballante? Che senso ha lasciare la voce ai propri utenti e farlo in maniera tale da rendere sterile ogni forma di partecipazione &#8220;politica&#8221;? (perchè questa decisione ha un vero e proprio peso politico&#8230;).</p>
<p>Pensavo che gli Americani su certi aspetti fossero più seri degli Italiani. Soprattutto quando si parla di statistica e sondaggi. L&#8217;eredità di Gallup c&#8217;è, non bisogna negarlo. Ma attualmente vive in qualche realtà lontana dalla California. E lo stesso George Gallup sta ora rivoltandosi nella tomba, urlando e sbattendo i pugni contro la bara per poter uscire e darle di santa ragione a Zuckerberg.</p>
<p>Vi prego, fatelo uscire.</p>
<p><em>PS: Ve lo chiede il 100% degli autori di questo blog.</em></p>
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		<title>Twitter e Facebook fanno bene alla salute</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Riflessioni a ruota libera&#8230;mica poi tanto (riflessioni). Scusate, ma i giornali se le vanno a cercare&#8230;o son sempre io, che le trovo. Da ansa.it: ROMA, 5 APRILE &#8211; Ragazzo inglese di 16 anni tenta il suicidio ed e&#8217; salvato dalla prontezza di spirito di una coetanea americana contattata su Facebook. Mercoledi&#8217; sera il ragazzo aveva &#8230; <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/04/twitter-facebook-fanno-bene-salute/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni a ruota libera&#8230;mica poi tanto (riflessioni). Scusate, ma i giornali se le vanno a cercare&#8230;o son sempre io, che le trovo. Da ansa.it:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>ROMA, 5 APRILE</strong> &#8211; Ragazzo inglese di 16 anni tenta il  suicidio ed e&#8217; salvato dalla prontezza di spirito di una  coetanea americana contattata su Facebook. Mercoledi&#8217; sera   il ragazzo aveva confessato di volersi togliere la vita  durante una chat con una ragazza del Maryland. Pur non  sapendo dove il suo interlocutore si trovasse, la giovane ha  avvertito la madre, che ha allertato la polizia. Ed e&#8217;  scattata una corsa contro il tempo per trovare il computer  da dove era partito il messaggio.</p>
</blockquote>
<p>&#8230;mentre, da Corriere.it:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>WASHINGHTON, </strong><strong>4 APRILE</strong> &#8211; Demi Moore ha contribuito ad impedire a una donna di suicidarsi. È quanto ha rivelato il marito dell&#8217;avvenente attrice, Ashton Kutcher, specificando che il salvataggio sarebbe avvenuto tramite il popolarissimo mini-blog «Twitter» che, come si è lamentata recentemente la stessa Moore, usa assiduamente. Secondo Kutcher (#aplusk su Twitter) la consorte (mrskutcher) ha ricevuto un messaggio da una donna (#sandieguy), che le preannunciava l&#8217;intenzione di «prendere un coltello» con cui intendeva «tagliarsi il braccio». La Moore dopo averle risposto, «spero tu stia scherzando», ha avvertito la polizia di San Josè in California, «salvando la vita della donna». Un portavoce della Polizia di San Jose ha confermato che grazie all&#8217;intervento di molte segnalazioni è riuscita ad intervenire in tempo per bloccare la donna.</p>
</blockquote>
<p>..e poi dicono che il troppo &#8220;networkare&#8221; fa male alla salute&#8230;tzè.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.gianmarcoesposito.com%2F2009%2F04%2Ftwitter-facebook-fanno-bene-salute%2F&amp;title=Twitter%20e%20Facebook%20fanno%20bene%20alla%20salute" id="wpa2a_6"><img src="http://www.gianmarcoesposito.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>A me Facebook, piace sempre meno&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 09:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono diversi anni che uso diversi social networks e questa è la prima volta che ne osservo uno dall&#8217;esterno senza averlo provato&#8230;e parlo del &#8220;fenomeno del momento&#8221;, vale a dire Facebook. Chiarisco subito che la parola &#8220;fenomeno&#8221; ha a che vedere con la grandissima diffusione del network, non di certo per le sue qualità, che &#8230; <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/03/a-me-facebook-piace-sempre-meno/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono diversi anni che uso diversi social networks e questa è la prima volta che ne osservo uno dall&#8217;esterno senza averlo provato&#8230;e parlo del &#8220;fenomeno del momento&#8221;, vale a dire Facebook. Chiarisco subito che la parola &#8220;fenomeno&#8221; ha a che vedere con la grandissima diffusione del network, non di certo per le sue qualità, che a mio avviso, non sono altro che la scoperta dell&#8217;acqua calda ( l&#8217;eclettico Mark Zuckerberg non ha fatto altro che fare un bel copia e incolla di quel che c&#8217;era in giro; mica scemo il tipo&#8230;). Per quanto riguarda invece &#8220;il momento&#8221;, beh, che dire&#8230;Facebook stancherà e pure presto. Sicuramente sarà così in Italia, paese dove le mode del web passano in fretta per poi tornare al classico tradizionalismo (vedi msn messenger e spaces&#8230;).  Comunque sia, non sto qui a parlare di questo&#8230;ma di un articolo che stamattina ho letto su &#8220;La repubblica&#8221;; lo riporto qui:</p>
<blockquote><p>Scatta la censura di Facebook per oscurare la discussione in rete su condom e Aids accesa dalle parole del Pontefice alla vigilia del suo viaggio in Africa. E sul social network alcune migliaia di persone aderiscono a uno sciopero virtuale di tre giorni, che si conclude oggi, per protestare &#8220;contro la santa inquisizione e la caccia alle streghe su internet&#8221;.</p>
<p>Nel mirino di Facebook è finita la Rana, uno pseudonimo dietro il quale si cela la miniredazione giornalistica del gruppo Rassegna Stanca, un rotocalco quotidiano che ripubblica le notizie apparse sui<br />
media per stimolare la discussione su temi d&#8217;attualità. E negli ultimi giorni lo spazio era monopolizzato dal dibattito su profilattici e Aids, con centinaia di commenti.</p>
<p>&#8220;Fila tutto liscio finché sulla home page di Rassegna Stanca non viene caricato, sotto il titolo provocatorio Un editoriale ultrasottile, il corsivo apparso in prima pagina sul quotidiano Avvenire di ieri che spiegava e giustificava le parole di Benedetto XVI&#8221;, raccontano i curatori. &#8220;L&#8217;articolo del giornale di ispirazione cattolica è stato ripreso parola per parola, cambiando appunto soltanto il titolo, e ha messo in moto uno scambio di idee appassionato, ma comunque pacato e non offensivo, coinvolgendo tantissimi utenti di Fb&#8221;.</p>
<p>Ma tanto è bastato: di punto in bianco Facebook cancella l&#8217;editoriale e tutti i post di commento, avvisando che &#8220;questo comportamento può infastidire altri utenti&#8221; e &#8211; quando la Rana prova a ripubblicarlo &#8211; il social network stacca la spina alla redazione, cancella l&#8217;account, spiana tutte le altre news con le relative opinioni dei membri del gruppo.
</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo rimesso in piedi la redazione di Rassegna Stanca &#8211; dicono i curatori del gruppo &#8211; abbiamo avvertito gli amici della censura e nel giro di poche ore abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà, anche se ovviamente non siamo in grado di riallacciare i contatti con tutti i 5.000 lettori della nostra rassegna che Fb ci ha tolto. Questa censura, comunque, è gravissima e per questo abbiamo deciso di organizzare tre giorni di sciopero virtuale, sospendendo fino a domenica le pubblicazioni. E&#8217; assurdo che una vicenda commentata da tutti i media internazionali non possa essere discussa su Facebook, in maniera peraltro certo molto laica, ma anche molto corretta&#8221;.</p>
<p>Nel comunicato che proclama l&#8217;&#8221;agitazione sindacale&#8221; la redazione segnala che &#8220;Rassegna Stanca prova a ripartire: gli piacciono le conversazioni tenute sul web e gli amici che ha trovato su Facebook e che prima non conosceva. Ma Facebook non gli piace più. In questo luogo si creano spontaneamente dei gruppi, si formano delle microcomunità che condividono interessi, passioni o semplice cazzeggio. Tra loro devono poter essere liberi di esprimersi come è proprio di qualsiasi luogo democratico&#8221;.</p>
<p>In ogni caso non è certo la prima volta che Facebook banna qualcosa o qualcuno senza dare la minima spiegazione del perché. E&#8217; il caso, sempre in questi giorni, di un video su Emilio Fede in cui alcuni ragazzi chiedono provocatoriamente al direttore del Tg4 cosa pensa della libertà di informazione: il filmato continua a girare in maniera virale su Fb, ma puntualmente viene cancellato ogni volta che compare sul sito. E pochi mesi fa questa prassi di Fb era anche finita in<br />
Parlamento grazie a un&#8217;interrogazione presentata dal deputato leghista Matteo Salvini: &#8220;&#8216;Ho raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state disattivate dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione. E posso testimoniare nel mio piccolo che dopo aver allacciato contatti (di amicizia ma anche di lavoro) con oltre 2000 persone sono stato eliminato dalla rete senza<br />
giustificazioni&#8221;.</p>
<p>Il problema è proprio questo: le regole di Facebook, genericamente, vietano la pubblicazione di messaggi offensivi, ma poi nei fatti sul social network gira di tutto e nessuno dei responsabili del sito chiarisce cosa è lecito e cosa non lo è. Qualcuno sostiene, addirittura, che ci possa essere un software che analizza i contenuti della rete in modo metodico e automatizzato e interviene quando si ripetono con troppa frequenza alcune parole chiave. Così fosse, la censura colpirebbe un po&#8217; a casaccio, a volte a ragione a volte a torto.</p>
<p><strong>Ecco il post incriminato pubblicato sul gruppo Rassegna Stanca:</strong></p>
<p><em>Avvenire, il quotidiano di ispirazione cattolica, oggi informa in prima pagina che è &#8220;S. Giuseppe, sposo della B. Vergine Maria&#8221; e subito sotto ci tiene a chiarire una volta per tutte, in un fine editoriale, cosa voleva dire il papa affermando che &#8220;i profilattici aumentano i problemi&#8221;.</em></p>
<p><!-- do nothing --><em> &#8220;Il no della Chiesa all&#8217;uso dei preservativi &#8211; scrive Francesco D&#8217;Agostino &#8211; è in realtà un sì alla compiutezza umana dell&#8217;atto sessuale. L&#8217;uso del preservativi è moralmente problematico, perché toglie alla sessualità umana la pienezza del suo orizzonte, frantumandone l&#8217;unitarietà in una molteplicità di aspetti destinati a restare non connessi tra loro&#8230;&#8221;. Quanto all&#8217;Aids, prosegue Avvenire, è &#8220;situazione disperata e paradossale quella in cui l&#8217;impegno per la vita si pretende che sia affidato a strumenti tecnici così elementari e così fallosi come i profilattici. Bisogna misurare bene le cose&#8230;&#8221;. Giusto, è un problema di misura!</em></p></blockquote>
<p>Censura, censura e ancora censura. Non è la prima volta che sentiamo questa parola, seguita da quella di facebook. I criteri di &#8220;selezione&#8221; dei contenuti sono spesso poco chiari, e quando si applica una regola, spesso non la si rispetta per tutti (basta vedere quanti enti sono registrati  come avatars e non vengono cancellati&#8230;).</p>
<p>Meno male che questa &#8220;critica&#8221; non può essere censurata&#8230;</p>
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		<title>Studiare su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 07:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mi è mai stato simpatico Facebook, motivo per il quale sono praticamene forse l&#8217;unico che non ce l&#8217;ha. Motivo? Innanzitutto l&#8217;utilità&#8230;si ok, trovare amici che non trovi da tempo: ma sinceramente, non sono il tipo che piazza con leggerezza, dati, foto, e informazioni personali qua e la sulla rete. E poi, mi annoia: che &#8230; <a href="http://www.gianmarcoesposito.com/2009/03/studiare-su-facebook/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="facebook" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2008/09/facebook.jpg" alt="" width="161" height="120" />Non mi è mai stato simpatico Facebook, motivo per il quale sono praticamene forse l&#8217;unico che non ce l&#8217;ha. Motivo? Innanzitutto l&#8217;utilità&#8230;si ok, trovare amici che non trovi da tempo: ma sinceramente, non sono il tipo che piazza con leggerezza, dati, foto, e informazioni personali qua e la sulla rete. E poi, mi annoia: che ci posso fà. Specialmente se poi la rimozione di questi dati &#8220;sensibili&#8221;, diventa difficile (ostacolata dal social network stesso&#8230;) e se gli hacker di tutto il mondo, diventano interessati alla piattaforma. Proprio stamane, leggo sul Corriere.it:</p>
<blockquote><p>Gli hacker non risparmiano neanche Facebook: solo nell&#8217;ultima settimana il celebre social network è stato oggetto di cinque attacchi da parte dei pirati informatici. Secondo alcuni esperti, citati dalla Bbc, gli hacker stanno tentando di &#8220;rubare&#8221; i dati sensibili degli utenti utilizzandoli per insidiare il server, approfittando della fiducia e dei contatti degli iscritti. Una sorta di cavallo di Troia sotto forma di applicazione che una volta installata si riproduce sugli account dei propri amici.</p>
<p>APPLICAZIONI «MALIGNE» &#8211; «È stata una settimana piuttosto brutta per i social network in generale», ha affermato Rik Ferguson, capo della sicurezza della società informatica &#8220;Trend Micro&#8221;. Secondo Ferguson, la scorsa settimana Facebook è stato colpito da quattro applicazioni «maligne» tra cui una nuova variante del virus &#8220;Koobface&#8221; che aveva già attaccato il social network a dicembre dell&#8217;anno scorso.</p></blockquote>
<p>Alla luce di questo, diventa davvero buffo che proprio ieri, durante la prima lezione di corsi universitari (secondo semestre), un docente ha praticamente &#8220;imposto&#8221; l&#8217;iscrizione su questo social network, affinchè si possa &#8220;discutere in gruppi di discussione&#8221; gli argomenti trattati durante il corso&#8230;sapevo che sarebbe giunto quel momento!</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;<strong>Alzi la mano chi non ha Facebook</strong>&#8220;</p>
<p>La mia, era l&#8217;unica in un&#8217;aula gremita di <em>noobs</em> informatici. Per poco non ho dovuto motivare la mia mano all&#8217;aria con un &#8220;mi spiace, ma non ne capisco né di internet e né pc&#8230;&#8221;; vaglielo a spiegare al tipo, che la mia è una scelta (quando lui, si dimostrava fiero ed intellettualmente orgoglioso di questa nuova modalità di corso attraverso uno &#8220;strumento online&#8221; quale appunto il Social Network). Ci sono i forums, i gruppi di discussione, cose molto più private, intime, sicure e con funzionalità più adeguate (per non dire professionali). Ma evidentemente, la mania di scendere &#8220;a fondo&#8221; nelle vite altrui è sempre più forte; non mancando di rispetto ad un pizzico di doppia vanità, insita nel dover dimostrare al mondo, che si sa trasformare un&#8217;opportunità come facebook in qualcosa di diverso dalla propria natura e mostrarsi colti e &#8220;al passo&#8221; delle tecnologie a tutta la propria rete sociale.</p>
<p style="text-align: center;">Provocazioni. Torniamo alle cose serie.</p>
<p>E ora? Come farò? Farò il profilo o non lo farò? Magari, invento dei dati&#8230;shhhh, ma non lo dite a nessuno <img src='http://www.gianmarcoesposito.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.gianmarcoesposito.com%2F2009%2F03%2Fstudiare-su-facebook%2F&amp;title=Studiare%20su%20Facebook" id="wpa2a_10"><img src="http://www.gianmarcoesposito.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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