E’ economico, è rapido, dinamico, flessibile ed interattivo. E’ il nuovo modo di fare formazione; nuovo per modo di dire. Ma cos’è realmente l’e-learing?

Wikipedia, lo descrive così:

Per e-learning si intende la possibilità di imparare sfruttando la rete internet e la diffusione di informazioni a distanza.

Praticamente, l’e-learing riassume tutte le potenzialità “tecniche” della rete in una sintesi dedicata all’istruzione, realizzando una macchina perfetta per la pianificazione e attuazione di strategie formative ad hoc. Realizzare corsi, somministrare prove, valutare i candidati, guidarli passo passo con processi d’interazione immediati e dinamici e tant’altro; non importa il campo d’applicazione: uno strumento simile si dimostra talmente duttile da poter essere adattato a qualsiasi ambito possile. Ho notato che ultimamente, diverse università italiane stanno pian piano dotandosi di piattaforme web-based per la fruizione di contenuti accademici; è il caso di università come quella di Bergamo, la Sapienza di Roma, l’università di Genova, e l’università di Napoli Federico II (caso del tutto particolare per il suo essere “open-access” e per le caratteristiche tecniche davvero invidiabili). Ma nell’impresa privata? Spero che le potenzialità di questo mezzo, soprattutto nell’ambito delle risorse umane, non vengano ignorate ma anzi, siano alla base di una strategia di formazione e di aggiornamento del personale che sia espressione delle più moderne linee guida delle ICT. Per curiosità ho testato le ultime versioni di noti LMS (Learning Management Systems)  come Claroline, Moodle e Olat, notando formidabili progressi in termini di stabilità, accessibilità e usabilità. L’e-learning è oramai una certezza: in tanti contesti organizzativi è un must…ma in Italia, ahimè, è ancora una sorta di mini-tabù che (fortunatamente) va pian piano sfatandosi.

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Non mi è mai stato simpatico Facebook, motivo per il quale sono praticamene forse l’unico che non ce l’ha. Motivo? Innanzitutto l’utilità…si ok, trovare amici che non trovi da tempo: ma sinceramente, non sono il tipo che piazza con leggerezza, dati, foto, e informazioni personali qua e la sulla rete. E poi, mi annoia: che ci posso fà. Specialmente se poi la rimozione di questi dati “sensibili”, diventa difficile (ostacolata dal social network stesso…) e se gli hacker di tutto il mondo, diventano interessati alla piattaforma. Proprio stamane, leggo sul Corriere.it:

Gli hacker non risparmiano neanche Facebook: solo nell’ultima settimana il celebre social network è stato oggetto di cinque attacchi da parte dei pirati informatici. Secondo alcuni esperti, citati dalla Bbc, gli hacker stanno tentando di “rubare” i dati sensibili degli utenti utilizzandoli per insidiare il server, approfittando della fiducia e dei contatti degli iscritti. Una sorta di cavallo di Troia sotto forma di applicazione che una volta installata si riproduce sugli account dei propri amici.

APPLICAZIONI «MALIGNE» – «È stata una settimana piuttosto brutta per i social network in generale», ha affermato Rik Ferguson, capo della sicurezza della società informatica “Trend Micro”. Secondo Ferguson, la scorsa settimana Facebook è stato colpito da quattro applicazioni «maligne» tra cui una nuova variante del virus “Koobface” che aveva già attaccato il social network a dicembre dell’anno scorso.

Alla luce di questo, diventa davvero buffo che proprio ieri, durante la prima lezione di corsi universitari (secondo semestre), un docente ha praticamente “imposto” l’iscrizione su questo social network, affinchè si possa “discutere in gruppi di discussione” gli argomenti trattati durante il corso…sapevo che sarebbe giunto quel momento!

Alzi la mano chi non ha Facebook

La mia, era l’unica in un’aula gremita di noobs informatici. Per poco non ho dovuto motivare la mia mano all’aria con un “mi spiace, ma non ne capisco né di internet e né pc…”; vaglielo a spiegare al tipo, che la mia è una scelta (quando lui, si dimostrava fiero ed intellettualmente orgoglioso di questa nuova modalità di corso attraverso uno “strumento online” quale appunto il Social Network). Ci sono i forums, i gruppi di discussione, cose molto più private, intime, sicure e con funzionalità più adeguate (per non dire professionali). Ma evidentemente, la mania di scendere “a fondo” nelle vite altrui è sempre più forte; non mancando di rispetto ad un pizzico di doppia vanità, insita nel dover dimostrare al mondo, che si sa trasformare un’opportunità come facebook in qualcosa di diverso dalla propria natura e mostrarsi colti e “al passo” delle tecnologie a tutta la propria rete sociale.

Provocazioni. Torniamo alle cose serie.

E ora? Come farò? Farò il profilo o non lo farò? Magari, invento dei dati…shhhh, ma non lo dite a nessuno :)

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Prove di e-Learning

maggio 27th, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Progetti | Università - (0 Comments)

Come già accennato altrove, tra i vari corsi che sto seguendo c’è “Tecniche di E-Learning” della Dott.ssa Annalisa Buffardi; un corso interessante che mi sta appassionando sempre più…ieri ho realizzato la mia prima piattaforma e-Learning: ho installato su altervista ( ebbene si…) un software Open-Source dedicato all’apprendimento online..tutto liscio (a parte l’upload durato 40 minuti e il database che su altervista fa capricci per via degli altercents…) e il sito è ora pienamente funzionante..

Questa demo, realizzata come piattaforma illustrativa per il mio lavoro di gruppo, permette delle cose assolutamente spettacolari…ha un sistema di monitoraggio e statistiche spaventose, possibilità di Content Management altamente flessibili e un’interazione utente-piattaforma semplice e duttile! Una bella scoperta che mi ha fatto riflettere un bel pò su questo genere di applicativi…ancora poco utilizzati ( in Italia…) ma dalle enormi possibilità…e se un giorno provassi a gestire una piattaforma simile?

Strane idee mi passano per la testa…stay tuned :D

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