Sembra un paradosso: ma è possibile. La macchinina di Google che va a zonzo in giro nel mondo catturando istantanee di tutte le strade del pianeta, ne ha combinata un’altra. Dopo le scene di corna, sesso, le proposte di matrimonio e gli accadimenti più folli, questa volta Google ha deciso di passare il confine (e non intendo, l’aldilà): nel tour fotografico delle vie del Brasile ha immortalato ben due cadaveri e li ha messi sul web a velocità da record, realizzando uno straziante scoop che fa riflettere e che pone domande senza ahimè alcuna risposta. Nessuna revisione, nessuna censura, ma completa (si spera) inconsapevolezza sull”accaduto. Il web è anche questo: follia e paradosso

Welcome to the party.

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Che cos’è Linkedin (bis)

ottobre 5th, 2010 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (0 Comments)

Finalmente in italiano, la presentazione di questo popolare social network professionale. Consiglio a tutti di dare una sbirciatina!Buona visione.

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La creatività (ap)paga

ottobre 4th, 2010 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (3 Comments)

Tutto nasce da un’idea: unica nella sua logica o nella propria sostanza. Così è nata Google, così è nata la Apple, così è nato Facebook; fenomeni milionari che hanno stravolto il mondo, cambiando schermi mentali e cornici culturali. Quello che riporto ora è una nuova esperienza: non sarà milionaria e non cambierà le nostre radici;  ma sicuramente, renderà qualcuno più affascinante! Sara e Paola (rispettivamente la mia ragazza e una sua amica) hanno dato vita a Sweet Creation: una sorta di impresa-fai-da-te specializzata in realizzazioni in cernit. Se c’è una cosa che adoro vedere, è lo sviluppo di un’idea: tutto nasce da una passione resa reale, curata nei dettagli, ricca di particolari: un piccolo momento di intrattenimento diventa così “quel qualcosa in più” che non solo ti stimola, ma ti appaga. La sweet-creation ha creato una pagina su facebook con le proprie creazioni: in meno di una giornata ha già ricevuto le prime richieste. Un motivo di orgoglio oltre che di felicità: la realizzazione di un prodotto di successo oltre che di se stessi. Che questo “laboratorio di (creati)vita” possa essere una grande lezione positiva. Congratulazioni, ragazze!

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Sfogliando le pagine elettroniche di uno dei più importanti siti d’informazione in Italia, mi sono imbattuto in un articolo che parlava di un sito “particolare”…trattasi di una community dedicata ai necrologi, necrologie, defunti e annunci funebri. Eviterò di postare il link, non farò riferimenti; sia perchè non voglio fare pubblicità ad un simile servizio e poi perchè la cosa, mi lascia perplesso. Sono riportati sul sito, necrologi completi con tanto di foto di persone decedute in Italia…spesso, indicando anche il motivo del decesso. Quando ho aperto il sito per la prima volta, la prima cosa che ho fatto è ridere: pensavo fosse uno scherzo…ma dopo un pò, mi sono reso conto di trovarmi davanti ad una oscena verità…le risate, sono sparite.

Il sito somiglia tanto ai social network in circolazione. Grafica carina, sito colorato, possibilità di commentare….I profili dei defunti, che si susseguono animatamente, anche nella home-page, si possono sfogliare e ricercare in base all’età, al sesso, alla regione o perchè no, in base a nome e cognome. Insomma, ci mancano solo le top-charts dei defunti della settimana e le hit-parade delle morti assurde con tanto di webvoto.

Mi chiedo quale sia il motivo che ha spinto l’autore a realizzare un simile servizio. Aldilà del chiarissimo profitto economico (visto i banner e l’indicizzazione delle imprese funebri italiane e dei marmisti….) e dell’idea senz’altro geniale (brutale si, ma geniale…), cos’è che dovrebbe spingere una persona a visitare un sito simile? Forse, la possibilità di scrivere un messaggio al defunto? Non vedo l’utilità e il senso nel lasciare un commento pubblico ad un defunto che non può leggerlo. E allora a cosa? E’ semplicemente cattivo gusto liquido…e a litri. A mio avviso (forse, sarò estremista in questo…) è un modo per ridicolizzare la morte. Si, perchè trovo ridicolo avere la possibilità di trovare “il funerale più vicino a me”.

Ma cos’è un happy hour?

Sarà che la nostra cultura ci abitua a vivere la morte come una grande sofferenza, un infinito distacco. In molti paesi del mondo, paradossalmente si brinda, si mangia, si scherza su. Ma questa è pur sempre morte… in tutto questo non leggo nulla di interessante, nulla che possa soddisfare una qualsiasi necessità informativa. Ne tantomeno voglio andare a ricercare il nome e cognome di amici, per vedere se sono morti o ancora vivi…insomma, se cercarli li, o passare al classico facebook. Per non parlare di chi, potrebbe usare il sito per fare scherzi tutt’altro che divertenti. Insomma, proprio non riesco a digerire questa idea. Ma il web, è questo: è libertà pura. Permette di far soldi anche in questo modo, inventando una nuova figura professionale che va tra i parenti e le pompe funebri. Semplicemente, una cosa oscena.

Unica cosa “positiva” che ho trovato: i ragazzi entro i 20 anni, hanno un’altissima percentuale di mortalità dovuta a incidenti stradali…forse a qualcuno, il sito servirà a far riflettere…per il resto, (per me…) è spazzatura.

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Il suo nome è Carlo Rao…quello reale. Chissà quanti ne avrà usati nel corso della sua “carriera” da Web-Ladro. Ha fregato migliaia di persone su internet attraverso annunci fasulli: case, viaggi, vendite, etc…e ci è riuscito alla grande. Il suo tallone d’achille, è stato l’amore…o presunto tale. E’ proprio grazie alla collaborazione della sua ex fidanzata, che il Re Della Truffa e’ stato beccato dai poliziotti del commissariato Colombo, di Roma, zona Ostiense. Si dice che attraverso la ragazza, la polizia sia riuscita a realizzare una vera e propria truffa in stile phishing: e questa volta, il pesciolone di turno è stato lui…primo uomo nella storia ad esser tradito senza corna.

Happy end.

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Diventare chiacchieroni…

settembre 5th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (0 Comments)

Gli amanti di Twitter storceranno il naso all’idea di dover immettere 1400 caratteri per un post…è la logica di Woofer, Social Network nato sulla scia di Twitter. Praticamente copiato in tutto (idea, grafica, logica…) da Twitter, Woofer prende di mira coloro che non amano parlare al mondo con pochi caratteri: il limite minimo di 1400 caratteri impone necessariamente un vero e proprio flusso di coscienza. Avrà successo? Sarà amato? Il web lo giudicherà…ma intanto, se Twitter inizia già a stancare (rumors) scrivere 1400 caratteri per un clone, mi sa di suicidio…

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Come vedere le foto private nei profili facebook? E’ davvero semplicissimo! Basta una richiesta di amicizia, la volontà di due persone e quindi i giusti permessi…Non servono trucchi, trucchetti, software, programmi per pc o attrezzi spia…

..e ora mi chiedo:

Quanti di voi sono finiti in questa pagina del mio blog attraverso cattive intenzioni?

Offro una birra ai non maliziosi. Facebook fa parlare ancora di se e lo fa per la tutela della privacy, ancora una volta vacillante. Questa volta a essere nel mirino, sono i numerosi software spia che proliferano come funghi, volti a varcare i meccanismi di tutela dei propri dati personali. Il mio consiglio, è sempre lo stesso: quello di non pubblicare sul web troppe informazioni su se stessi, a meno che non sia fatto in un modo e in un luogo sicuro…e facebook, non lo è affatto.

…e se proprio non resistete alla ricerca del divertimento, datevi a tutt’altro: falciate l’erba del vostro vicino, contate gli scalini di tutti i palazzi della vostra città o ancor meglio, fatevi una bella partita a poker! A proposito di ciò, vi passo una dritta molto utile: parlo di Party Poker en ligne.

Divertimento “sicuro” sia per i vostri dati personali (c’è da stare tranquilli, guardate un pò tutte le certificazioni…), che per quanto concerne il vostro tempo libero. Oramai è giusto definirlo “sport” per tutte le risorse che necessita una partita di poker. Psicologia e tattica, si mescolano insieme alle carte: sta a voi, avere gli assi nelle giuste maniche, che sia su poker o nella vita reale.

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Prima o poi, i propri contatti reali finiscono. E allora? Che si fa? Si mette una doppia mandata alla serratura virtuale o si cerca di espandere sempre di più il proprio network? Queste e tante altre domande, sono emerse dal sondaggio condotto su oltre 2mila persone in occasione della seconda “Settimana nazionale della sicurezza in rete”. In particolare, l’attenzione è caduta sui social network e su tutto ciò che comportano in termini di sicurezza dei dati. Ma andiamo per ordine; qual’è  il vero senso di un Social Network? Potremmo riassumere in due prospettive diverse, l’uso dell’add:

-Aggiungere i propri contatti reali: chattare con amici, familiari e parenti che si conoscono effettivamente nella vita reale.

-Fare un uso indiscriminato dell’add, aggiungendo si amici, famiari e parenti, ma usare lo strumento per fare nuove conoscenze.

Vediamo un pò i pro e contro. Nel primo caso, non abbiamo fatto altro che riportare sul web il nostro network reale: il web diventa così un mezzo che facilita l’interazione con persone conosciute e mette a disposizione una serie di strumenti e di risorse, da condividere con esse (foto, video, blog, etc). Nel secondo caso, il web (social networks, ndr) permette di varcare le soglie del proprio network, estendendolo e aprendolo “agli estranei”: in tal caso, il forte “contro” sta nel non conoscere effettivamente il nostro interlocutore, mettendo a rischio le proprie informazioni nonché i dati personali. Dai dati emersi dal sondaggio, sorprende l’ingenuità degli “over 40″, più impreparati in termini di tutela dei dati e quindi, decisamente meno attenti nella protezione dei propri dati personali.

Tuttavia, sono dell’opinione che bisogna tener sotto controllo i propri dati. Riportare sul web i propri contatti e non espandere la propria rete, è a mio avviso fortemente limitante. Piuttosto, andrebbe fatto un saggio uso dell’add, cercando di capire per bene “chi” si ha di fronte o quantomeno, i motivi che spingono una persona a richiedere una friendship. Non bisogna mai dimenticare che la truffa può essere dietro l’angolo e quindi, occhi aperti!

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Rimodulazione creativa

maggio 15th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (1 Comments)

Il web è potente quanto irrazionale, che ce lo diciamo a fare. Basta guardare questo video che ho beccato su youtube: una band che usa un “trattore” come percussioni…con tanto di cover Sweet Georgia Brown”. Immaginiamoci una “band” del genere, riempire 10 anni fa, stadi con 770.000 persone…impossibile. Eppure, grazie ad internet, un’idea del genere riesce a ottenere milioni di visite (quello che spesso non si riesce ad ottenere con sforzi commerciali…). Viva la creatività!

Buona visione e buon divertimento

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Turning Point. La Francia fa sul serio e dichiara guerra allo sharing illecito. Con un provvedimento voluto da Sarkozy in persona, lo stato Francese dimostra di voler fare sul serio in merito alla lotta alla pirateria informatica. Come? Negando la connessione ad internet a chi scarica files dalla rete in maniera illegale. In pratica, le persone che scaricheranno files violando qualsiasi forma di copyright (via web, P2P, Torrents, etc…) saranno prima ammoniti e poi “espulsi” dalla rete: lo stato potrà decidere di tagliare la linea, negando così la connessione telefonica all’intestatario del contratto. Una mossa che sembra spianare la strada a soluzioni analoghe soprattutto nel Regno Unito, dove ben otto aziende hanno chiesto al governo, maggiore tutela e provvedimenti simili a quelli che sta per adottare lo stato francese.

Insomma: la recente lotta contro i tracker e la chiusura di piratebay, la minaccia al download illecito e la denuncia per il possesso di materiale contraffatto; l’Unione Europea sembra iniziar a fare sul serio in merito ai files “pirata”. Come reagirà la rete? E soprattutto…in che modo lo stato francese effettuerà controlli sulle linee telefoniche? Semplicemente attraverso un’analisi di ip loggati su servers contenenti files pirata?

Non so come funziona in Francia…ma posso affermare con sicurezza, che se un provvedimento simile dovesse passare anche in Italia…beh, gran parte del paese per telefonare, dovrebbe ritornare al prototipo di Meucci

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