Stamattina mi è capitata una situazione particolare…ore 9:53, mi siedo alla scrivania, son carico grazie ai miei ColdPlay e con l’intento di riprendere il libro per l’esame di “Comunicazione nel mondo plurietnico“…all’improvviso l’inconfondibile suono di Msn anticipa l’apertura di una finestra di conversazione: è una mia ex-collega, cancellata dai miei contatti da anni (perchè in effetti non ci siamo mai parlati…) e sbucata così all’improvviso! Inizia così una conversazione rapida e decisamente “interessante” dal punto di vista socio-comunicativo…ecco qui riportata la conversazione:

C: Ciao Gianmarco

C: Come stai?

IO: Wewe

IO: Benone, a parte la caviglia semirotta

C: Vabbè, capita..

IO: Eh si

C: Senti gian, ti volevo chiedere un piacere

IO: Dimmi

C: Se non sbaglio tu hai fatto l’esame di organizzazione,competenze e valutazione…ma non è che tu hai tipo qualche riassuntino?

IO: Eh no sorry

C: e vabbè….vorrà dire che ti porterai sulla coscienza il mio esame andato male…

IO: mi spiace…l’ho fatto una marea di tempo fa

C: grazie lo stesso e buona guarigione…

IO: grazie! Ciao ciao

CONVERSAZIONE FINITA

Cosa c’è di strano in questa conversazione? E’ una chiarissima ( e indiretta…) messa in pratica  delle teorie di Schegloff, Coupland e di Sacks in merito all’analisi della conversazione. Secondo le loro teorie, le aperture delle conversazioni sono un luogo interazionale denso: le persone si posizionano reciprocamente e in modo preciso nel giro di poche battute di fuggevoli istanti. Pochi elementi lessicali, brevi e compatti. L’interazione si svolge passo dopo passo; è il classico esempio del “problema del posizionamento”: la ragione della chiamata/contatto deve essere collocata ad un certo punto, non si può contattare la persona e subito dopo il “ciao” arrivare direttamente al punto. Secondo Schegloff ci sono almeno 3-4 sequenze prima di arrivare al primo argomento. Dopo il contatto, è presente solitamente una sequenza di identificazione, in questo caso assente perchè la visualizzazione del contatto lascia intendere chiaramente l’interlocutore. Una volta riconosciute, le due persone si salutano: un tipico rituale di sostegno; si apre una porta simbolica di entrata alle richieste di disponibilità e di attenzione dell’interlocutore. Dopo il saluto è facile imbattersi in frasi del tipo: Come stai? Come va? Classica sequenza della salute. A questo punto Sacks sostiene che la risposta “Bene grazie” è la più frequente, anche se spesso è una bugia. Attraverso questo rituale ci si dimostra la propria curiosità, dimostrando tatto e cortesia. Ma la risposta della domanda sulla salute cambia inevitabilmente la chiamata: rispondere bene, meravigliosamente bene o male, ovviamente fa prendere tre percorsi differenti alla conversazione. La sequenza della salute provvede nel modo migliore al compito di far ingranare il meccanismo della conversazione, di indirizzare la direzione del dialogo verso il punto focale informativo dell’incontro. Secondo Coupland, tale sequenza è un’ottima occasione per verificare la negoziazione di comunione fàtica tra le persone impegnate in una conversazione…così si apre al punto focale della chiamata. Spesso il silenzio indica che la conversazione è finita e si ricorre al saluto; anche frasi del tipo “ va bene…o allora…” chiudono il discorso; la sequenza finale chiude con saluti reciproci. La sequenza  finale è costituita da una coppia di coppie: la prima è una prechiusura e la seconda introduce i saluti.

La teoria riportata sopra si adatta alla perfezione alla conversazione! E’ assurdo! Rivediamo…

C mi chiama per chiedermi dei riassunti (punto focale) ma sa benissimo che sarebbe scortese scrivere direttamente la richiesta senza un minimo di interesse generale…si pone così il problema del posizionamento: a che punto inserire la richiesta? Ma chiaramente dopo una domanda sul mio stato di salute…il mio avatar mostra il mio piede gonfio, e quale migliore occasione per chiedere proprio di questo! Ci sono esattamente 3 sequenze prima di arrivare al punto focale (Schegloff sei un genio…); il mio “Benone” dopo la domanda sulla salute è chiaramente una bugia: la caviglia mi fa male da morire e mentre scrivo la tengo immersa in un secchio di ghiaccio…ma il “benone” ovviamente apre la conversazione in maniera positiva e lascia spiraglio al seguito, ovvero il vero obiettivo  della conversazione (da notare che non è stata posta alcuna domanda precisa sul mio stato di salute, del tipo: “Come ti sei fatto male? Cos’hai di preciso? Stai facendo delle cure? Sei stato da un dottore?”; ma C risponde con un disinteressato “Capita“, come se la parziale lesione al legamento peroneo astragalico anteriore e posteriore, sia cosa da tutti i giorni…). Conclusa la sequenza della salute (e qui Sacks ha fatto centro…), interviene la teoria di Coupland: inizia il punto focale (che ho riassunto). La richiesta non va a buon fine e il “vabbè” chiude il discorso: inizia la sequenza finale con saluti reciproci costituita da una coppia di coppie…la prima è una prechiusura e la seconda i saluti.

PS: da oggi in poi penso che prenderò più sul serio quello che studio…specialmente qualsiasi forma di sistema statistico valido per il superenalotto…

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Ritorno dalle vacanze..se è possibile definirle tali! Questo è il primo di uil sito di azione giovani sorrentona serie di interventi che farò prossimamente, ho tante cose da raccontare ma preferisco dosarle con calma :)

Quello che presento qui è il sito di Azione Giovani Sorrento, da me realizzato e pubblicato per l’amico Davide (presidente dell’associazione). Il sito è fruibile a questo indirizzo: http://www.agsorrento.it. Un sito semplice, ancora in Joomla, concreto e assolutamente funzionale. Ai ragazzi è piaciuto molto e mi fa piacere; Davide mi ha fatto sapere che il dirigente nazionale di Azione Giovani gli ha fatto i complimenti per il sito!

Raga, ora tocca a voi: divertitevi e gestitelo con cura…buon divertimento!

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Sono nato nell’84, avevo la mia “amiga 600″, quindi il primo 486 con windows e poi eccomi qui, con la mia serie di iMac’s. Ho visto la rete nascere, crearsi, estendersi…l’ho provata per primo tra i miei amici e me ne sono subito innamorato…avevo poco più di una decina di anni.

Oggi ho assistito ad una scena indescrivibile…lavoravo in albergo, e all’internet point si presenta una carinissima bambina di sei anni…in piena autonomia, apre Explorer, digita l’indirizzo e naviga sul sito delle Winx…6 anni.

Non ho mai visto una scena simile…una bambina che quest’anno andrà in prima elementare, già sa usare internet…ancor prima di andare a scuola! E pensare che conosco colleghi e persone che alla mia età (o addirittura ancor più grandi di me…) non hanno il minimo feeling con qualsiasi forma di tecnologia…figuriamoci internet.

L’evoluzione esiste…internet e l’informatica, le stanno dando una bella mano.

…ma nel frattempo, mi godo lo stupore.

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L’effetto Farfalla

luglio 22nd, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale - (2 Comments)

L’altro giorno, ho rivisto un bellissimo film: The butterfly effect; film di fantascienza uscito nel 2004. Il film è decisamente bello e mi ha provocato una certa curiosità…così ho fatto un pò di ricerche sull’effetto farfalla.

“Effetto farfalla” è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’espressione “Effetto farfalla” si ritiene in genere sia stata ispirata da uno dei più celebri racconti fantascientifici di Ray Bradbury: Rumore di tuono (A Sound of Thunder, in R is for Rocket)[1] del 1952, in cui si immagina che nel futuro, grazie ad una macchina del tempo, vengono organizzati dei safari temporali per turisti. In una remota epoca preistorica un escursionista del futuro calpesta una farfalla e questo fatto provoca una catena di allucinanti conseguenze per la storia umana.

Alan Turing in un saggio del 1950, Macchine calcolatrici ed intelligenza, anticipava questo concetto: “Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza”.

Per esemplificare con un’idea concreta e quotidiana questo concetto, si parla solitamente delle cosiddette “porte scorrevoli” (in inglese sliding doors): una persona deve assolutamente prendere il treno, ma ritarda di giusto due secondi e lo perde. Perdendolo, entra in scena una sequenza di avvenimenti che la porta, ipotizziamo, a ritornare a casa deluso ed imbattersi casualmente nella donna della propria vita svoltando distrattamente l’angolo. Se invece la persona fosse riuscita a prendere il treno, si sarebbe trovata da tutt’altra parte e non avrebbe conosciuto la propria anima gemella.

A conti fatti perciò una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro – nella metafora della farfalla, quindi, si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali di una farfalla possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino all’uragano menzionato. Così un semplice ritardo di due secondi può incidere sulla vita personale di un individuo. Ovviamente qualsiasi evoluzione degli eventi nei due casi è ipotizzabile e plausibile: e se magari fermando la propria anima gemella le avesse impedito di essere investita da un camion pochi metri dopo? E se prendendo il treno invece avesse per sbaglio preso al capolinea una valigia, uguale alla propria, di un’altra persona contenente esplosivo a tempo, sventando così un attentato a prezzo della propria vita? (Fonte Wikipedia.it)

Un piccolissimo gesto ne scatena tanti altri…e la sua negazione ha come ovvia conseguenza, un diretto, proporzionato ed inverso effetto…tutto vero. Mi viene da pensare a tutte le piccolissime coincideze, che accadono così per caso…basterebbe un nulla per farle svanire nel vuoto…caspita, son cose che ti fanno pensare…ore ed ore, magari fino a farti andare fuori di testa..sapere che una piccolissima azione, magari banale, può cambiare l’intero corso della propria vita! Assurdo quanto affascinante…c’est la vie ;)

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Ecco qualche canzone che sto ascoltando…e che di sicuro, saranno la perfetta colonna sonora di un’estate fantastica! Se vi va di condividere con me queste canzoni, buon ascolto!

Everybody’s Hope – The Dutch Method

Goodnight – Hot Vegas

Logos - Faded Paper Figures

So not sorry – The Casanova Playboys

City light – Braxton Parker

Science of love – Donna Summer

Faces – Lene Marlin

Death and all his friends – Coldplay

Come back down – Lifehouse

Chasing Cars – Snow Patrol

Say goodnight – The Click Five

What’s a man to do – Usher

Ultimamente sto ascoltando molto gli Snow Patrol…sono davvero bravi…e che dire dell’ultimo album dei Coldplay! Un capolavoro assoluto! Il resto è una sorpresa…

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Oggi ho scoperto grazie ad una segnalazione del mio amico Ing. Jockerino, che il mac ha una funzione nascosta capace di trasformare uno statico monitor in uno psicologo attivo e reattivo…come? Davvero semplice…basta aprire il “terminale” e digitare le seguenti parole: “emacs POI shift+esc POI xdoctor” (ovviamente il POI sta ad indicare le fasi successive…non scrivetelo!). Apparirà una finestra con il proprio psicologo di fiducia rigorosamente inglese…ho fatto la mia prima chiacchierata ed è sembrato interessato a molte cose…prima di tutto alla famiglia, quindi all’andamento “scolastico”, per poi preoccuparsi di sapere come mi sentissi…caspita che divertimento (durato si e no 50 secondi, poi bottone rosso e via…)

Questa funzione mi ha ricordato alcune riflessioni suscitate da Sherry Turkle nel suo testo “La vita sullo schermo“; in particolar modo quando cita il software Depression 2.0, un programma specializzato nel trattamento della depressione. L’autrice si chiede come sia possibile che persone stiano ore ed ore a dialogare con un computer per poi minimizare con un ”E’ solo una macchina…”…in effetti,  io più di qualche secondo non ho resistito…

E pensare che tra gli anni ’70 e ’80 molte persone trovavano intrigante l’idea di poter parlare con la tecnologia circa le proprie faccende personali… come se ci si sentisse eccitati dalle possibilità di gioia o di auto-espressione contenute in simili conversazioni. Si sviluppava una sorta di legame emotivo…fino a quando non si toccava la psicoterapia vera: quando le persone, giudicavano il computer come uno psicoterapeuta, provavano disgusto. Frederic Jameson provò a spiegare questa sensazione, attraverso la sua concezione di post-modernità: una mancanza di profondità, intesa come l’esistenza del nulla aldilà della simulazione. Egli parla di “perdita di affetto”: la serietà con cui la gente prendeva le conversazioni con Depression è una testimonianza della perdita di profondità e di affetto.

…discorso troppo lungo…specialmente se sono le 2 di una bollente notte estiva e se la tentazione di cadere in tematiche sulla post-modernità per auto-stimolarmi il sonno è forte…meglio guardare Rete4: almeno mi addormento in pochi attimi e senza delirio.

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Finalmente al mare!

maggio 28th, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale - (0 Comments)

Tra due ore circa, inaugurerò ufficialmente il mio primo bagno del 2008! Finalmente è tornato il caldo, dopo mesi e mesi di pioggia…e un maggio così, non l’ho mai visto! Un pò di tempo sotto il sole è la miglior alternativa allo studio :D Scherzo, ma un pò di relax ci vuole…anche perchè penso che sarà il mio ultimo momento di svago pre-esami! Mi attende una sessione di “fuoco” e avrò poco tempo per respirare l’aria del tempo libero…oggi è altra storia…vado a farmi “nero”.

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Finalmente scrivo le prime parole di questo blog e questo significa che il sito è oramai pronto…che parolone! Per come son fatto, sicuramente modificherò costantemente il template, aggiungerò plugin/widgets e quant’altro e magari (a gran richiesta da chi visiterà spesso questo sito…) eliminerò il loop iniziale dalla pagina Home :) Però fa la sua figura! Detto ciò, cosa tratterà questo blog? Tutto ciò che mi passa per la mente e sotto gli occhi…e ciò significa tanto: talmente tanto da non poterlo categorizzare qui, su due piedi e in poche parole…lascio che venga da se, senza premesse ne paletti…Un diario condiviso: pensieri liberi buttati li, pronti ad essere letti, commentati o ignorati…gli insulti verranno rimossi :D Che dire…vi auguro buona navigazione e se qualcosa non vi è chiaro, usate il modulo contatti!

A presto,

Gian.

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