Una volta bastava il diploma per aver accesso al mondo del lavoro…poi, la laurea triennale diventò indispensabile…quindi specialistica, master, scuola di perfezionamento e chi più ne ha più ne metta. Che il lavoro manchi, questo lo sappiamo tutti…ma in quanti casi questa crisi è davvero causa della forte disoccupazione giovanile che colpisce l’Italia?
Vi racconto una storia qualunque. Claudia (nome di fantasia che potrebbe sostituire almeno 5-6 nomi reali che conosco…) è una ragazza brillantemente laureata con il massimo dei voti, ha concluso gli studi senza esser fuori corso ed è alla ricerca di un buon lavoro. Scrive il suo curriculum, lo invia alle più grandi aziende Italiane e non…ma nulla. Allora decide di rivolgersi altrove, cercando annunci su internet, riviste specializzate e quotidiani. Claudia trova qualche offerta interessante e decide di iscriversi ai colloqui…si presenta quindi alle selezioni. Il colloquio è semplice, spazia dalla propria carriera fino al lavoro proposto e fortunatamente, si conclude ottimamente. Le viene offerto un contratto: 6/12 mesi di stage NON retribuito con la promessa che se tutto andrà liscio, verrà assunta. Claudia accetta, ha dovuto prendere un’auto con la quale si reca a lavoro, spende soldi in benzina, cibo e autostrade…tutto questo, per molto tempo…per tanti mesi. Alla fine dello stage, non le viene rinnovato il contratto.
E’ una storia che sento di frequente e che mi rende nervoso. Ci sono pochi strumenti volti alla tutela dei lavoratori, soprattutto di quelli giovani, troppo facilmente giudicati “incompleti” o “immaturi” rispetto al vero mondo del lavoro. E molti, approfittano di questa situazione. Basta andar fuori dall’Italia è notare scenari completamente differenti, dove i laureati sono ricchezza da tutelare, un patrimonio del paese.
…mentre in Italia….

