Rimodulazione creativa

maggio 15th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (1 Comments)

Il web è potente quanto irrazionale, che ce lo diciamo a fare. Basta guardare questo video che ho beccato su youtube: una band che usa un “trattore” come percussioni…con tanto di cover Sweet Georgia Brown”. Immaginiamoci una “band” del genere, riempire 10 anni fa, stadi con 770.000 persone…impossibile. Eppure, grazie ad internet, un’idea del genere riesce a ottenere milioni di visite (quello che spesso non si riesce ad ottenere con sforzi commerciali…). Viva la creatività!

Buona visione e buon divertimento

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Turning Point. La Francia fa sul serio e dichiara guerra allo sharing illecito. Con un provvedimento voluto da Sarkozy in persona, lo stato Francese dimostra di voler fare sul serio in merito alla lotta alla pirateria informatica. Come? Negando la connessione ad internet a chi scarica files dalla rete in maniera illegale. In pratica, le persone che scaricheranno files violando qualsiasi forma di copyright (via web, P2P, Torrents, etc…) saranno prima ammoniti e poi “espulsi” dalla rete: lo stato potrà decidere di tagliare la linea, negando così la connessione telefonica all’intestatario del contratto. Una mossa che sembra spianare la strada a soluzioni analoghe soprattutto nel Regno Unito, dove ben otto aziende hanno chiesto al governo, maggiore tutela e provvedimenti simili a quelli che sta per adottare lo stato francese.

Insomma: la recente lotta contro i tracker e la chiusura di piratebay, la minaccia al download illecito e la denuncia per il possesso di materiale contraffatto; l’Unione Europea sembra iniziar a fare sul serio in merito ai files “pirata”. Come reagirà la rete? E soprattutto…in che modo lo stato francese effettuerà controlli sulle linee telefoniche? Semplicemente attraverso un’analisi di ip loggati su servers contenenti files pirata?

Non so come funziona in Francia…ma posso affermare con sicurezza, che se un provvedimento simile dovesse passare anche in Italia…beh, gran parte del paese per telefonare, dovrebbe ritornare al prototipo di Meucci

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Da un pò di tempo ho notato su diversi forum, discussioni simili che riguardano gli annunci di lavoro. Si, proprio quelli presenti sui siti specializzati, sulle riviste, quotidiani e così via. “Cercasi laureato/a in materie umanistiche, cercasi gestore delle risorse umane, cercasi ingegnere gestionale, etc“. Nulla di strano. Ma in molti – riportando le proprie esperienze personali- si chiedono come mai spesso accade di non aver risposta a questi annunci. Il web, si indaga: quanto le aziende fanno uso di annunci “civetta”? Perchè dovrebbero farlo?

La prima domanda non ha risposta. La seconda, trova possibili soluzioni in qualche ipotesi: sondare il mercato, costruire una banca dati e perchè no, trovare il miglior profilo a low cost.

Una cosa è certa: quando si invia il proprio CV, meglio farlo senza siti che fanno da tramite. Oppure, consiglio decisamente più attento, controllare da più fonti la validità dell’annuncio: azienda, date, tutto. Spesso può capitare che gli annunci immessi su siti, siano vecchi e non aggiornati…e li, scatta il “fraintendimento”.

…tenuto conto di queste avvertenze, non ci resta che sperare nella buona fede altrui e augurarci un bel “in bocca al lupo!”.

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Noto con immenso piacere, che la rete sta diventando sempre più “matura”. In Italia, il fenomeno Linked-In sta continuando la sua lenta ascesa ma altre realtà stanno nascendo sulla scia del filone “Improve your Career”.

Questa volta segnalo il portale lavoriamocisu.it, un servizio fresco e ambizioso che parte dal basso: dall’esperienza dei propri utenti.

La mission. Si parla di lavoro, di come trovarlo. Si parla di un lavoro con cui vivere bene e di come stare bene nel proprio ambiente di lavoro. Gli utenti si scambiano informazioni, chattano, condividono documenti e “giudicano” le aziende: un acuto sistema di rating permette la classificazione delle aziende in base alle possibilità di carriera, formazione e livello retributivo. E non finisce qui. Il sito si dichiara aperto a suggerimenti, critiche e migliorie: insomma, un qualcosa di dinamico, che punta all’interazione utente-utente e fruitore-gestore con immediatezza e scioltezza.

Ora mi chiedo: quanto uno strumento simile, può definirsi attendibile? Mi riferisco in particolar modo ai seguenti casi:

  • Aziende che vogliono migliorare la propria immagine e lo fanno realizzando feedback positivi ad hoc.
  • Aziende che vogliono screditare l’immagine di potenziali concorrenti e lo fanno immettendo feedback negativi.
  • E’ giusto fidarsi di un feedback senza sapere “chi” realmente l’ha immesso, ove username e credenziali sono troppo generiche o addirittura sfiorano l’anonimato?
  • Come si comporterebbero determinate aziende, dinnanzi alla “sincerità” dei propri lavoratori, nel caso in cui questi lascino feedback negativi e con credenziali reali?
  • E se a presentare un feedback negativo, è un ex-dipendente incazzato a morte?

Insomma lo strumento ha le sue potenzialità ma come spesso accade per il web, i punti di forza si tramutano nei più grandi limiti della piattaforma. Tutto questo è inevitabile quando la tecnologia si scontra con il tessuto sociale: con la psicologia degli individui, con gli interessi delle aziende e via discorrendo.

Riassumendo. Che dire? Ottimo strumento che va tutelato a dovere, va perfezionato e soprattutto, va protetto. Come? Lavoriamoci su…magari con una proposta da inviare a questo indirizzo.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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Navigando in rete, sono venuto a conoscenza di un bando pubblicato dalla regione campania, volto alla diffusione di meccanismi di integrazione digitale e di innovazione tecnologica fra le imprese.
Una grande possibilità per lo sviluppo di piccole e medie imprese in forma singola e associata (ad es. Consorzi e Cooperative) operanti nell’ambito del territorio della regione campana.

Il Bando per il “Regime di aiuti de minimis ICT“, approvato unitamente alla relativa modulistica il 7 Aprile 2009 con Decreto Dirigenziale n. 103 del Settore “Analisi, Progettazione e Gestione Sistemi Informativi” dell’Area Generale di Coordinamento “Ricerca Scientifica, Statistica, Sistemi Informativi ed Informatica”, è stato pubblicato sul BURC n. 24 del 20 aprile 2009 ed ha una dotazione finanziaria di euro 25.000.000,00.

L’iniziativa intende promuovere l’innovazione del sistema produttivo con interventi a supporto del processo di cambiamento tecnologico delle imprese e del loro sistema organizzativo in modo che sia teso all’innovazione di gestione e di prodotto con una ottimizzazione delle risorse. La finalità è quella di aumentare il livello di competitività complessivo del territorio e delle sue componenti, incentivando, quindi, il sistema imprenditoriale a perseguire il cambiamento mediante le nuove tecnologie dell’informazione (Information & Communication Technology) con l’obiettivo di incrementare l’efficienza della macchina gestionale delle imprese.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% degli investimenti ammessi fino ad un contributo massimo di euro 200.000,00. Per quanto concerne le tipologie di investimento,  queste possono interessare:

  • La progettazione e direzione lavori, consulenze, studi di fattibilità tecnica, economico-finanziaria, di marketing e altre spese generali nel limite massimo del 15% del totale delle spese complessivamente ammissibili del programma di investimento;
  • L’acquisto di macchinari, strumenti ed attrezzature, nuovi di fabbrica, indispensabili alla realizzazione del progetto;
  • L’acquisizione di brevetti, di software, di programmi e servizi informatici e telematici, di know-how e di diritti di licenza;
  • La realizzazione e/o adeguamento degli impianti indispensabili alla realizzazione del progetto;
  • Supporti informativi e servizi di e- business in generale.

Il termine per la scadenza della domanda è fissato al 10 luglio 2009. Se la cosa può interessarvi scaricate subito l’intero bando e i moduli allegati e non fatevi sfuggire questa opportunità davvero interessante.

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Cosa strana, essere in pizzeria mentre si attende la pizza da portar via e un pò per noia, un pò per ammazzare il tempo, si legge e si osserva tutto ciò che è intorno a noi…e così, mi sono imbattuto in un racconto strano quanto divertente, che potrebbe essere una sorta di “morale” sulla comunicazione organizzativa. Mi va di riportarla qui:

Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perchè Nessuno fece ciò che Ognuno avrebbe potuto fare.

Questo fa riflettere su quanto sia importante avere una comunicazione interna che sappia gestire e regolare i processi organizzativi che stanno alla base di ogni organizzazione…che sia una pizzeria, o che sia un’impresa, poco cambia!

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Burla 2.0

maggio 8th, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Internet - (0 Comments)

Chi non usa Wikipedia alzi la mano. L’enciclopedia che tutti abbiamo sognato per anni ed anni: voci praticamente infinite, sapere gratuito, accesso immediato. Altro che manualoni da scaffale o enciclopedie su cd che dopo qualche mese sono da buttar via. Quello che propongo in questo post, è una notizia davvero carina che sta facendo il giro del web: è la storia di Shane Fitzgerald, giovane studente Irlandese che ha deciso di modificare qualche voce presente sulla celebre enciclopedia Wikipedia, immettendo notizie e citazioni false, così da testare la qualità delle revisioni e il meccanismo delle citazioni esterne. Il risultato? Alla voce riguardante la morte di Maurice Jarre (padre di Jean-Michel Jarre,) Shane ha aggiunto una citazione:

“One could say my life itself has been one long soundtrack. Music was my life, music brought me to life, and music is how I will be remembered long after I leave this life. When I die there will be a final waltz playing in my head, that only I can hear”

Quando la notizia di morte è stata confermata da Jean-Michel Jarre e i giornali hanno prontamente sguinzagliato i coccodrilli, la notizia fake è stata citata dappertutto: giornali, televisioni e radio di tutto il mondo. Praticamente, nessun giornalista si è preoccupato di controllare la veridicità di quella citazione, copiandola e incollandola integralmente senza un minimo di controllo. Buffo (lo sarebbe di meno se non avesse a che fare con la morte di una persona…) e intelligente; tanto quanto basta per delineare in maniera nitida le potenzialità e le debolezze di uno degli strumenti web più usati in tutta la rete.

Quindi, quando fate qualche ricerca…mi raccomando, controllate sempre le informazioni! Lo Shane di turno potrebbe essere dietro l’angolo…

Se vi va di leggere la fonte dell’articolo, visitate il sito dell’Irishtimes

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Due post fa ho dedicato un intervento al phishing, citando un caso personale e riportando qualche suggerimento per navigare più sicuri in rete. Per chi mastica un pò d’inglese, allego un video davvero carino ed interessante che ho trovato oggi in rete.; vi spiegherà il phishing attraverso una sequenza di immagini…buona visione!

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Navigando su youtube ho trovato un video divertentissimo intitolato Social Networking Wars e firmato Current Tv. Tratta di un ragazzo tormentato da alcuni dei social networks più popolari al mondo; come finirà? Buona visione e soprattutto, buon divertimento!

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Mio cugino voleva andare in vacanza in Puglia, precisamente a Gallipoli. Data? Il prossimo agosto. Otto persone, quattro coppie di ragazzi. Si mettono alla ricerca di un appartamento su internet, si recano su un noto sito che permette la ricerca di appartamenti in tutta Italia e trovano un’ottima sistemazione in una villetta appena fuori centro.  1300 euro circa per una decina di giorni; buon prezzo, nulla di trascendentale ma sicuramente una buona offerta viste anche le foto dello stabile. Contattano l’inserzionista: lui spedisce “il contratto” (due pagine word che assomigliano più ad un regolamento condominiale che ad un contratto d’affitto…), chiede i documenti di tutti i ragazzi e 500 euro di caparra. I ragazzi peccano d’ingenuità, spediscono i soldi (verso una banca online che non ha sede fisica…), inviano le fotocopie dei propri documenti d’identità e attendono risposta. Nel frattempo, il fato vuole che incontrando altri amici e parlando con loro della vacanza estiva, anche questi rivelano di aver prenotato la stessa casa in quello stesso periodo, inviando soldi e ovviamente, anche i documenti. L’inserzionista sparisce: i recapiti telefonici non sono più rintracciabili e al posto di una sperata risposta, si avvia una segreteria telefonica in lingua spagnola.

Aldilà dei 60 euro a testa, quello che scotta è la perdita di tutti i dati personali. I ragazzi hanno in mano il codice fiscale dell’inserzionista, chissà quanto valido (ovviamente il caso è ora affidato ai carabinieri, che stanno facendo le dovute ricerche). I loro dati ora sono a rischio: potrebbero essere ri-utilizzati per altre truffe come ad esempio aprire accounts su siti, intestare schede telefoniche da usare per truffe, aprire conti online, etc.

La rete è pericolosa e quando si effettua una qualsiasi operazione che mette in gioco i propri dati personali, bisogna farla tenendo gli occhi ben aperti. Ne approfitto per dare qualche piccolo suggerimento in stile “morale della favola” dopo questa triste esperienza.

1) I dati sensibili sono a rischio, sempre. Mi riferisco in particolar modo a  conti correnti online, accesso alle banche, poste, sistemi per l’accreditamento di valuta elettronica. Attenzione a quando vi recate su questi siti. Se volete accedere al vostro conto corrente online, accertatevi per bene di aver immesso l’indirizzo internet esatto. Non è difficile realizzare un sito internet fake (fasullo) assolutamente identico per grafica e contenuti a quelli reali: quindi prestate massima attenzione. Cosa succede se abboccate e inserite i dati su un sito fasullo? Semplice. Immaginate di andare su un sito che si spaccia per quello della vostra banca. Inserite i vostri dati per accedere al conto corrente (numero conto e password) e premete invio. Il sito magari vi dirà: servizio non disponibile al momento, riprovare più tardi; voi crederete al problema tecnico e quindi attendete qualche ora. Nel frattempo, i vostri dati sono già nella posta elettronica di un pirata informatico, che nel breve tempo possibile andrà sul sito reale della banca, inserirà le vostre credenziali ed effettuerà un bel bonifico in un conto chissà dove. 1.000, 20.000, 50.000, 500.000 euro? Qualsiasi cifra abbiate sul conto. Questo fa intuire quanto siano pericolose sul web la superficialità e l’ingenuità: con  appena pochi click è possibile rovinare  la vita di una persona.

2) Il phishing agisce soprattutto tramite posta elettronica. Siamo nel circolo vizioso del famoso spam. Spesso accade che i pirati informatici, inviano emails random (a casaccio) spacciandosi per la posta o per la vostra banca: magari vi promuovono un’offerta, vi dicono che dovete provare il login e vi immettono un link che porta ad un sito fasullo. E’ la prassi più ricorrente, quindi attenzione. Il consiglio è: se ricevete emails simili, guardate innanzitutto l’indirizzo email che vi ha inviato il messaggio. Se vi insospettisce (ma vi suggerisco di far comunque anche in caso contrario…), immettete manualmente l’indirizzo del sito della vostra banca/posta (quello reale, per intenderci) e contattate l’assistenza (o verificate sul sito reale, la veridicità delle informazioni ricevute tramite posta elettronica). Non cliccate mai gli indirizzi presenti nelle mails: nella maggior parte dei casi sono delle truffe.

3) Attenzione ai siti di annunci che prevedono inserzioni e bacheche. Ovviamente chi gestisce questo genere di affari, si tutela bene e si dichiara non responsabile dei contenutti immessi degli utentie; quindi, quando effettuate un acquisto tramite questo genere di siti, nella maggior parte dei casi “siete soli”: senza nessuna garanzia o assicurazione. Se volete acquistare un oggetto, un servizio o come nel mio esempio, affittare una casa, tenete presente questi suggerimenti:

  • Se è presente un sistema di Feedback, controllate il punteggio dell’inserzionista e il numero di transizioni che ha concluso. Se avrà concluso migliaia di vendite con feedback superiori al 98%, potreste sentirvi al sicuro. Comunque sia, se la media di feedback è inferiore al 100%, controllate sempre i feedback negativi e cercate di capire il perchè di questi punteggi: potreste leggere possibili segnalazioni interessanti. ATTENZIONE: se la media feedback è pari al 100% o è comunque elevata, controllate sempre il numero di transizioni effettuate (per intenderci, se il venditore ha il 100% come punteggio positivo ma ha effettuato appena poche transizioni, c’è da stare in allerta).
  • Tutelare i propri dati personali. Quando ci compra qualcosa su internet e lo si fa da un venditore privato, bisogna giocare a carte scoperte. Mai inviare i propri dati personali, a meno che non siano indispensabili per il tipo d’acquisto. Se vengono richiesti, avete il diritto di fare lo stesso…ma ripeto, accertatevi che siano indispensabili. I dati, potrebbero essere utilizzati per effettuare altre tuffe e in questi casi,  c’è il serio pericolo di conseguenze dal punto di vista legale. IN OGNI CASO, se dovete effettuare un’acquisto e non vi vengono richieste credenziali o dati sensibili, potete comunque tutelarvi richiedendo quelli del venditore.
  • Tutelare i propri soldi. Non effettuare mai pagamenti tramite ricariche telefoniche o carte prepagate. Bisogna pagare tramite sistemi sicuri, i classici previsti dalle poste e dalle banche.

Ricapitolando, occhi aperti: sempre. La rete non è un’oasi felice dove tutto è tutelato. Internet è lo specchio della nostra società; quella reale, fatta di buoni, furbi e cattivi. Se avete domande, inviatemi una mail tramite il mio sito. E buona navigazione sicura!

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