Quando il carisma va alla testa

aprile 3rd, 2009 | Posted by Gianmarco Esposito in Notizie dal Mondo

Non è un gran novità: saper comunicare e farlo con capacità di persuasione, fa fare tanta strada. Ovunque. Lo sapevano i romani: ed erano tanti, ma tanti anni fa. Figurarsi ora. Accade spesso che chi detiene lo “scettro” della comunicazione, riesca a farne un abuso: basti pensare al meccanismo della propaganda, classico mezzo per cercare di forzare un’opinione all’interno della “massa” che ascolta. Non pretendo in questa sede, di voler analizzare dei temi così grandi quanto complessi, ma vorrei limitarmi a fare delle semplici osservazioni.

Vorrei parlare di Beppe Grillo. Ho visto il suo intervento ad Exit: il ruo ritorno in televisione (in questo caso a La7) dopo tempo immemori. A dir degli autori e della presentatrice del programma, doveva essere un’apparizione in linea con il tema della serata, un confronto sano  (?) e politically correct (??) con gli ospiti in studio…ma così non è stato. Beppe, ha alzato il volume e ha partorito un monologo decisamente lungo, uscendo dal tema, usando parole che poteva benissimo evitare (perchè la tv, non è il suo blog…), ha alzato la voce e ha offeso le persone in studio. Fin qui, c’era da aspettarselo visto il personaggio. Ma quello che sinceramente non capisco, è il “tono” della sua “battaglia oramai epica”. Che sia chiaro: quello che afferma Grillo è giusto, soprattutto in tanti discorsi. Ma il tono è assolutamente fuori dal contesto. Grillo si schiera contro una politica malsana e lo fa alzando la voce, offendendo, abusando di parolacce e soprattutto, non facendo parlare. Addirittura, dopo il monologo, rifiuta il confronto lasciando gli studi di La7…senza lasciare possibilità di replica. Questo è assolutamente sbagliato. Anche un Blogger alle prime armi, sa che quando scrive un post sul proprio blog, il feedback è la cosa più importante: si lancia un’idea, un topic, che può essere giusto o sbagliato…ma si arriva ad un confronto, che deve essere pacifico e calmo, altrimenti si genera un “flame”. Grillo, ha atteso l’ingenuità della D’Amico per innescare un bell’incendio doloso. Ha sbagliato sede, ha sbagliato modo. Se è vero che la politica deve cambiare, deve iniziare a farlo con l’ascolto: ascoltare i cittadini, ascoltare l’opinione di tutti, buoni o cattivi che siano. Comunicare significa confrontarsi. Grillo ha agito proprio come tanti cattivi politici. Parlare come un flusso e al primo accenno di confronto, ha alzato la voce..e alla fine, arrivederci e grazie. Grillo, la tua sarà senz’altro una verità, ma non sarà mai una verità assoluta.

Insomma, quando ho letto di “Grillo ad Exit”, mi sono subito incuriosito, nonostante un filo di scetticismo. Grillo ha deluso, ha senz’altro infiammato coloro che lo seguono da tempo ma difficilmente penso che abbia colpito chi non lo conosce sotto questa nuova veste. Una cosa è sicura: Grillo è riuscito in tante battaglie, raccogliendo consensi…e il suo fare, nonostante le tante smentite, è un fare politico. Perchè fa politica. Perchè lotta in battaglie in cui inevitabilmente si tocca la politica…e per carità, non c’è nulla di male. Ma se è la politica l’obiettivo, allora bisogna “combatterla” con il suo fantasma: con il dialogo che parte dal basso. E invece, Grillo, ad “exit” è partito su un piedistallo…e l’unico “Exit” che ho visto, non era un programma televisivo che si apprestava a divenire interessante, ma una vera, ingiustificata e deludente “exit” di scena dagli studi di La7.

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