Vi presento l’i-Psychologist

luglio 9th, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale | Tecnologia

Oggi ho scoperto grazie ad una segnalazione del mio amico Ing. Jockerino, che il mac ha una funzione nascosta capace di trasformare uno statico monitor in uno psicologo attivo e reattivo…come? Davvero semplice…basta aprire il “terminale” e digitare le seguenti parole: “emacs POI shift+esc POI xdoctor” (ovviamente il POI sta ad indicare le fasi successive…non scrivetelo!). Apparirà una finestra con il proprio psicologo di fiducia rigorosamente inglese…ho fatto la mia prima chiacchierata ed è sembrato interessato a molte cose…prima di tutto alla famiglia, quindi all’andamento “scolastico”, per poi preoccuparsi di sapere come mi sentissi…caspita che divertimento (durato si e no 50 secondi, poi bottone rosso e via…)

Questa funzione mi ha ricordato alcune riflessioni suscitate da Sherry Turkle nel suo testo “La vita sullo schermo“; in particolar modo quando cita il software Depression 2.0, un programma specializzato nel trattamento della depressione. L’autrice si chiede come sia possibile che persone stiano ore ed ore a dialogare con un computer per poi minimizare con un ”E’ solo una macchina…”…in effetti,  io più di qualche secondo non ho resistito…

E pensare che tra gli anni ’70 e ’80 molte persone trovavano intrigante l’idea di poter parlare con la tecnologia circa le proprie faccende personali… come se ci si sentisse eccitati dalle possibilità di gioia o di auto-espressione contenute in simili conversazioni. Si sviluppava una sorta di legame emotivo…fino a quando non si toccava la psicoterapia vera: quando le persone, giudicavano il computer come uno psicoterapeuta, provavano disgusto. Frederic Jameson provò a spiegare questa sensazione, attraverso la sua concezione di post-modernità: una mancanza di profondità, intesa come l’esistenza del nulla aldilà della simulazione. Egli parla di “perdita di affetto”: la serietà con cui la gente prendeva le conversazioni con Depression è una testimonianza della perdita di profondità e di affetto.

…discorso troppo lungo…specialmente se sono le 2 di una bollente notte estiva e se la tentazione di cadere in tematiche sulla post-modernità per auto-stimolarmi il sonno è forte…meglio guardare Rete4: almeno mi addormento in pochi attimi e senza delirio.

Share

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>