Da oggi, Randy Pausch, ha smesso di “vivere”. Un uomo come tanti, docente come pochi…una persona che a pochi attimi dalla morte, ha deciso di realizzare un’ultima lezione sulla “vita, sull’importanza delle relazioni, della futilità delle “cose” materiali, sulla semplicità dei sogni e sulla propria determinazione nel volerli realizzare…poco conta se ci riusciamo o meno, perchè da ogni sconfitta si trae esperienza e “l’esperienza altro non è che quello che ottieni, quando non ottieni quello che desideri“.

Randy era malato di cancro e a poco son servite le cure…il corriere.it gli dedica attenzione e lo fa raccontando così la sua storia…

Nella sua «Ultima lezione» Il professor Randy Pausch, che insegnava scienze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha detto di non voler essere compatito e di non voler parlare della morte, ma della vita. Lui, 47 anni e tre bambini, è morto per un tumore al pancreas, che nonostante le cure ha invaso il suo organismo in modo irreparabile. L’ultima lezione ai suoi studenti, tenuta a settembre, è stata registrata e – messa in Rete – ha avuto un successo strepitoso. Pausch parla dei sogni di quando era bambino, dell’importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri.

Il suo è un inno alla vita. Una lezione di vita, un saluto profondo che ha commosso non solo gli allievi della Carnegie Mellon ma tutto il mondo. E che è diventato un libro, intitolato appunto «L’ultima lezione», edito in Italia da Rizzoli, in cui i temi della lection vengono sviluppati e approfonditi. «Ho un problema di sistema – aveva annunciato il docente, cominciando la lezione di fronte a 400 studenti -. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L’incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso inno alla vita. (Fonte: Corriere.it)

Consiglio a tutti di vedere questo video…pensarci su qualche minuto e perchè no, scrivere qualcosa…io ho deciso di farlo, dedicando un “grazie” a Randy…di quelli sinceri, come quando una lezione appagante è conclusa e ci si sente soddisfatti…oggi, ad università chiusa per ferie, ho assistito ad una lezione strepitosa…peccato sia costata la vita di un uomo…di quest’uomo.

Ciao Randy

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Sono nato nell’84, avevo la mia “amiga 600″, quindi il primo 486 con windows e poi eccomi qui, con la mia serie di iMac’s. Ho visto la rete nascere, crearsi, estendersi…l’ho provata per primo tra i miei amici e me ne sono subito innamorato…avevo poco più di una decina di anni.

Oggi ho assistito ad una scena indescrivibile…lavoravo in albergo, e all’internet point si presenta una carinissima bambina di sei anni…in piena autonomia, apre Explorer, digita l’indirizzo e naviga sul sito delle Winx…6 anni.

Non ho mai visto una scena simile…una bambina che quest’anno andrà in prima elementare, già sa usare internet…ancor prima di andare a scuola! E pensare che conosco colleghi e persone che alla mia età (o addirittura ancor più grandi di me…) non hanno il minimo feeling con qualsiasi forma di tecnologia…figuriamoci internet.

L’evoluzione esiste…internet e l’informatica, le stanno dando una bella mano.

…ma nel frattempo, mi godo lo stupore.

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