“Parma, anno 1999. Un piccolo investimento, acutissima percezione e un pizzico di fortuna, lanciano nel fashion system alla velocità della luce un ventiduenne carpigiano. È Matteo Cambi, baby leader della new economy che, alle soglie del nuovo millennio, fonda nella cittadina emiliana la Jam Session e registra il marchio GURU. Le prime T-shirt e le Felpe, ispirate al mondo del surf dalle grafiche invitanti e dal prezzo contenuto, trovano immediatamente un riscontro positivo sul mercato. L’anno si chiude con un utile di 180 milioni di vecchie lire. La margherita sboccia dopo un paio di anni, nel 2001, rivoluzionando in poco tempo il total look e lanciando l’era delle t-shirt. Brand esplosivo e concettualmente carismatico, ideato per i giovani; da zero a settanta milioni di fatturato in 5 anni. Il simbolo semplice, diretto e tenero diventa un’icona, un segno di riconoscimento tra le tribù metropolitane. La prima collezione estiva vende 200 mila magliette. Matteo Cambi, abilissimo pierre, cura personalmente la strategia di comunicazione e semina minuziosamente le sue margherite. Personaggi come Cannavaro, Maldini, Vieri e Elisabetta Canalis indossano Guru. La margherita più conosciuta del pianeta diventa il simbolo dei tour e delle feste più mondane dello stivale. L’azienda è in continua crescita mentre si prepara a conquistare il mercato internazionale non più come fenomeno di costume, ma come realtà industriale. Guru e motori. Nel 2004 sboccia un fiore sulle auto di Formula Uno. Con il team Renault e in particolare su Fernando Alonso. “The king flower”, è il protagonista indiscusso di un impero in ascesa.” (Fonte http://www.bmm.cc, 2006)
Matteo Cambi è stato a lungo esaltato come l’emblema della perfezione in termini di imprenditorialità giovanile…praticamente un esempio da seguire; a tal punto da essere citato un paio di anni fa, da un docente di economia della mia facoltà, durante una lezione…ed eccolo qui, che tra una notizia ( oserei dire “tra un arresto ed un altro..”) guarda chi trovo…il “baby leader” è in carcere…e Guru ha chiuso…motivo? Bancarotta fraudolenta ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti. Una truffa ideata e portata avanti – assieme al patrigno Mariuccio De Marco Gianluca e alla madre Simona Vecchi, anche loro arrestati – per ripianare il buco di bilancio dell’azienda. L’azienda proprietaria del marchio di abbigliamento è la Jam Session Srl, di proprietà per il 60% dei coniugi e il restante 40% di Matteo Cambi; la Procura ha chiesto la dichiarazione di fallimento dopo una lunga indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bologna. Gli illeciti – ancora non elencati nel dettaglio – dovrebbero ammontare a decine di milioni. Tra le accuse bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, illecite ripartizioni degli utili e riserve sociali, indebita restituzione dei conferimenti, infedeltà patrimoniale, dichiarazione fraudolenta e infedele. I tre emettevano e utilizzavano fatture per operazioni inesistenti per diversi milioni di euro; inventavano costi per far pareggiare il bilancio dell’azienda. Il Tribunale della città emiliana, nei giorni scorsi, ha giudicato insanabili le insolvenze e non sostenibile il concordato chiesto dai legali. Roba da niente, eh?
Che dire…un altro “mito” ( non mica per me…) è caduto, svanito, *Puff*! Altro fallimento all’Italiana…un’altra non-storia da non-raccontare ai propri nipotini.

