Si chiama Digg, ed è un sito web che si occupa di scienza e tecnologia, Internet ed informatica. Le notizie ed i collegamenti sono proposte dagli utenti, e sono poi promosse in prima pagina in base ad un sistema di graduatoria non gerarchico e basato sulla valutazione degli altri utenti della comunità. Kevin Rose, il fondatore, l’ha creato nel 2004 ed è attualmente una delle realtà del web più linkate ed imitate degli ultimi anni: uno dei primi web-aggregatori che hanno segnato una svolta nella lettura di siti e blog di tutto il mondo, attraverso un semplice meccanismo di rating e di commento. Non è un caso se recentemente, si parla di una possibile acquisizione da parte di Google: l blog TechCrunch che cita fonti interne al motore di ricerca, afferma che l’accordo sarebbe già stato fissato intorno ai 200 milioni di dollari; poche settimane basterebbero per raggiungere l’accordo definitivo.

Dopo anni in cui trionfava come il “gigante buono”, la reputazione di Google si sta pericolosamente incrinando. Collaborazione con i regimi autoritari, aggressività sul mercato, e una poco chiara politica sulla privacy, tutto questo rende un crescente numero di utenti scettici nei confronti del motore di ricerca, che secondo molti starebbe infrangendo il suo motto originario “don’t be evil” (non essere cattivo). Ma ci sono anche altri motivi, come l’arrivo massiccio di nuovi utenti in un sistema basato sulla reputazione, che porta inevitabilmente a un minore peso del singolo. (Fonte: Repubblica.it)

Google continua la sua rincorsa al web…e questo non mi fa affatto piacere..cresce la paura per un gigante sempre più grande che mina la propria privacy…la mia simpatia verso l’azienda di Mountain View, inizia a vacillare.

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Da oggi, Randy Pausch, ha smesso di “vivere”. Un uomo come tanti, docente come pochi…una persona che a pochi attimi dalla morte, ha deciso di realizzare un’ultima lezione sulla “vita, sull’importanza delle relazioni, della futilità delle “cose” materiali, sulla semplicità dei sogni e sulla propria determinazione nel volerli realizzare…poco conta se ci riusciamo o meno, perchè da ogni sconfitta si trae esperienza e “l’esperienza altro non è che quello che ottieni, quando non ottieni quello che desideri“.

Randy era malato di cancro e a poco son servite le cure…il corriere.it gli dedica attenzione e lo fa raccontando così la sua storia…

Nella sua «Ultima lezione» Il professor Randy Pausch, che insegnava scienze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha detto di non voler essere compatito e di non voler parlare della morte, ma della vita. Lui, 47 anni e tre bambini, è morto per un tumore al pancreas, che nonostante le cure ha invaso il suo organismo in modo irreparabile. L’ultima lezione ai suoi studenti, tenuta a settembre, è stata registrata e – messa in Rete – ha avuto un successo strepitoso. Pausch parla dei sogni di quando era bambino, dell’importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri.

Il suo è un inno alla vita. Una lezione di vita, un saluto profondo che ha commosso non solo gli allievi della Carnegie Mellon ma tutto il mondo. E che è diventato un libro, intitolato appunto «L’ultima lezione», edito in Italia da Rizzoli, in cui i temi della lection vengono sviluppati e approfonditi. «Ho un problema di sistema – aveva annunciato il docente, cominciando la lezione di fronte a 400 studenti -. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L’incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso inno alla vita. (Fonte: Corriere.it)

Consiglio a tutti di vedere questo video…pensarci su qualche minuto e perchè no, scrivere qualcosa…io ho deciso di farlo, dedicando un “grazie” a Randy…di quelli sinceri, come quando una lezione appagante è conclusa e ci si sente soddisfatti…oggi, ad università chiusa per ferie, ho assistito ad una lezione strepitosa…peccato sia costata la vita di un uomo…di quest’uomo.

Ciao Randy

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Sono nato nell’84, avevo la mia “amiga 600″, quindi il primo 486 con windows e poi eccomi qui, con la mia serie di iMac’s. Ho visto la rete nascere, crearsi, estendersi…l’ho provata per primo tra i miei amici e me ne sono subito innamorato…avevo poco più di una decina di anni.

Oggi ho assistito ad una scena indescrivibile…lavoravo in albergo, e all’internet point si presenta una carinissima bambina di sei anni…in piena autonomia, apre Explorer, digita l’indirizzo e naviga sul sito delle Winx…6 anni.

Non ho mai visto una scena simile…una bambina che quest’anno andrà in prima elementare, già sa usare internet…ancor prima di andare a scuola! E pensare che conosco colleghi e persone che alla mia età (o addirittura ancor più grandi di me…) non hanno il minimo feeling con qualsiasi forma di tecnologia…figuriamoci internet.

L’evoluzione esiste…internet e l’informatica, le stanno dando una bella mano.

…ma nel frattempo, mi godo lo stupore.

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Gli sms in Italia costano molto, persino il doppio rispetto alla media europea: lo dice uno studio appena pubblicato da Arcep, l’Autorità regolatrice delle telecomunicazioni in Francia.

Arriva quindi, per la prima volta, uno studio indipendente che conferma quanto le nostre associazioni dei consumatori ripetono da anni: in Italia si paga troppo per gli sms. In verità, la situazione da noi è meno brutta di quanto la dipinga lo studio, come Repubblica.it ha potuto appurare. Nel rapporto si legge infatti che sono state esaminate le tariffe disponibili alla fine del 2007; ma in seguito in Italia ne sono arrivate alcune molto economiche, per gli sms. Le quali sono state frutto anche della concorrenza creata dagli operatori mobili virtuali (come Coop, Auchan, Carrefour, Poste, Conad), che da noi sono arrivati in ritardo. E quindi, rispetto al resto d’Europa, non hanno ancora avuto tempo di esprimere tutto il proprio potenziale (a maggior ragione non l’avevano fatto a fine 2007).

Lo studio Arcep tiene conto di due tipologie di offerta, quelle che fanno pagare per ogni sms e quelle che ne includono un tot in un pacchetto a forfait. L’Italia risulta la più cara nel primo caso, in entrambi i due grafici elaborati: relativi a un piccolo e a un grande consumo di sms. L’Italia rispettivamente fa pagare 13 e 12 cent, contro una media europea di 7 cent. E’ però la più cara a pari merito con Regno Unito e Belgio, rispettivamente. L’Italia fa meglio nei due grafici con i piani a forfait. E’ addirittura la meno cara, in Europa, per quello relativo a un grande consumo di sms.

Sono recenti tuttavia le offerte di Auchan (10 cent per sms), 3 Italia (7 cent, a fronte dell’obbligo di una ricarica mensile), che sono le più economiche per inviare messaggi a utenti di tutti gli operatori. Si distingue anche la storica opzione Wind 6 Sms, che a fronte di 3 euro al mese permette di inviare al costo di 6 centesimi. Tenuto conto di queste offerte, l’Italia è solo un poco più cara della media europea. Ed è comunque interessante notare questa bizzarria, che stride con il fatto che il nostro è uno dei mercati di telefonia mobile più evoluti. Lo studio ha però soprattutto un altro merito: rivela che in Europa il prezzo per sms varia tantissimo, anche di cinque volte tra i due estremi. Notevole, visto che il costo industriale per gli sms dovrebbe essere uguale o quasi nei vari Paesi (inferiore a un centesimo: i margini di profitto sono elevatissimi). Situazioni di questo tipo hanno fatto già in passato intervenire la Commissione europea (per esempio sui prezzi di roaming), secondo la quale è assurdo che in un mercato che dovrebbe essere unito, come quello europeo, ci siano divergenze così marcate. E’ possibile che la Commissione europea si faccia sentire a tal proposito, anche se per ora si sta occupando solo di regolamentare gli sms in roaming, dove i prezzi oscillano in modo ancora più marcato. (Fonte: Repubblica.it)
Io continuo a chiedermi a cosa serva l’UE…che senso ha avere una moltitudine di stati se non sono capaci di creare una costituzione comune e condivisa, se ci sono lingue e culture assolutamente differenti e se ci sono divergenze sul piano dell’economia, così disparate…e perchè poi, queste tariffe così salate? Ah vero…noi siamo il popolo più ricco d’Europa! Quello con il reddito pro-capite più elevato rispetto alla GB, alla Francia, alla Germania…noi siamo il popolo dei non-disoccupati, quello che ogni mattina si alza dal letto e coglie fogli da 10 euro sull’albero di turno. Bisogna svegliarsi: protestare, richiamare l’authority (per quanto possa servire) e smettere di far guadagnare all’infinito questi maledetti operatori telefonici. Un sms costa poco meno di un centesimo…e pagarlo ben 15 (il mio attuale piano tariffario con Vodafone) è una rapina assurda…le cose cambieranno? Dubito…anzi, c’ho perso la speranza.
(piuttosto, aumentiamo i Wifi pubblici e usiamo le reti per inviare messaggi via clients, messengers o anche via Skype…solo così gli operatori inizieranno a piangere).

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Identità rubate

luglio 23rd, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Notizie dal Mondo - (0 Comments)

Internet si dimostra ancora una volta un luogo poco sicuro per poter condividere se stessi e inparticolar modo le proprie immagini…Becky Spraggs, 22 anni, tre bambini piccoli e una vita tranquilla nell’Hertfordshire, in Inghilterra, si è ritrovata ammiccante su FetLife, un sito porno canadese. E pensare che le sue foto provenivano dal suo Facebook; ma su FetLife, accanto alla sua foto, sono apparse le immagini di una donna (decisamente simile a lei…) impegnata in atti sessuali: «Voglio essere usata e abusata»: un messaggio più che esplicito.

La ragazza ignorava che invece il suo profilo era accessibile ai tre milioni di persone iscritte al London network. Lo scorso 28 giugno le immagini sono apparse su FetLife; online  anche le foto dei bambini che facevano il bagno e che dei pervertiti potrebbero averle prese. La ragazza si è rivolta alla polizia che si è dichiarata incompetente e le ha consigliato di fare riferimento all’Internet Watch Foundation, l’organismo britannico che vigila sugli abusi compiuti sul web. Inutili le email di reclamo spedite al sito porno. «Non mi hanno nemmeno risposto», ha detto Spraggs.

No, non è una cosa lontana miglia e miglia…successe anni fa anche a un mio amico, che si ritrovò le foto del proprio blog personale su un profilo “C6″; inutili furono anche in quel caso le decine e decine di mails: finì a denunce.

Bisogna prestare molta attenzione a come ci si muove sul web e a quello che si decide di mostrare di sé…soprattutto se condividiamo immagini e materiale multimediale. La rete non è un’oasi felice ed è piena di imbecilli…scordarlo o ignorarlo, è un grave, grave errore.

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L’effetto Farfalla

luglio 22nd, 2008 | Posted by Gianmarco Esposito in Generale - (2 Comments)

L’altro giorno, ho rivisto un bellissimo film: The butterfly effect; film di fantascienza uscito nel 2004. Il film è decisamente bello e mi ha provocato una certa curiosità…così ho fatto un pò di ricerche sull’effetto farfalla.

“Effetto farfalla” è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’espressione “Effetto farfalla” si ritiene in genere sia stata ispirata da uno dei più celebri racconti fantascientifici di Ray Bradbury: Rumore di tuono (A Sound of Thunder, in R is for Rocket)[1] del 1952, in cui si immagina che nel futuro, grazie ad una macchina del tempo, vengono organizzati dei safari temporali per turisti. In una remota epoca preistorica un escursionista del futuro calpesta una farfalla e questo fatto provoca una catena di allucinanti conseguenze per la storia umana.

Alan Turing in un saggio del 1950, Macchine calcolatrici ed intelligenza, anticipava questo concetto: “Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza”.

Per esemplificare con un’idea concreta e quotidiana questo concetto, si parla solitamente delle cosiddette “porte scorrevoli” (in inglese sliding doors): una persona deve assolutamente prendere il treno, ma ritarda di giusto due secondi e lo perde. Perdendolo, entra in scena una sequenza di avvenimenti che la porta, ipotizziamo, a ritornare a casa deluso ed imbattersi casualmente nella donna della propria vita svoltando distrattamente l’angolo. Se invece la persona fosse riuscita a prendere il treno, si sarebbe trovata da tutt’altra parte e non avrebbe conosciuto la propria anima gemella.

A conti fatti perciò una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro – nella metafora della farfalla, quindi, si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali di una farfalla possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino all’uragano menzionato. Così un semplice ritardo di due secondi può incidere sulla vita personale di un individuo. Ovviamente qualsiasi evoluzione degli eventi nei due casi è ipotizzabile e plausibile: e se magari fermando la propria anima gemella le avesse impedito di essere investita da un camion pochi metri dopo? E se prendendo il treno invece avesse per sbaglio preso al capolinea una valigia, uguale alla propria, di un’altra persona contenente esplosivo a tempo, sventando così un attentato a prezzo della propria vita? (Fonte Wikipedia.it)

Un piccolissimo gesto ne scatena tanti altri…e la sua negazione ha come ovvia conseguenza, un diretto, proporzionato ed inverso effetto…tutto vero. Mi viene da pensare a tutte le piccolissime coincideze, che accadono così per caso…basterebbe un nulla per farle svanire nel vuoto…caspita, son cose che ti fanno pensare…ore ed ore, magari fino a farti andare fuori di testa..sapere che una piccolissima azione, magari banale, può cambiare l’intero corso della propria vita! Assurdo quanto affascinante…c’est la vie ;)

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Ecco qualche canzone che sto ascoltando…e che di sicuro, saranno la perfetta colonna sonora di un’estate fantastica! Se vi va di condividere con me queste canzoni, buon ascolto!

Everybody’s Hope – The Dutch Method

Goodnight – Hot Vegas

Logos - Faded Paper Figures

So not sorry – The Casanova Playboys

City light – Braxton Parker

Science of love – Donna Summer

Faces – Lene Marlin

Death and all his friends – Coldplay

Come back down – Lifehouse

Chasing Cars – Snow Patrol

Say goodnight – The Click Five

What’s a man to do – Usher

Ultimamente sto ascoltando molto gli Snow Patrol…sono davvero bravi…e che dire dell’ultimo album dei Coldplay! Un capolavoro assoluto! Il resto è una sorpresa…

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Gli esami son finiti ufficialmente ieri… e da oggi in poi, è vacanza!

Il primo semestre della specialistica si è concluso alla grande, gli sforzi hanno pagato! Tecniche di e-learning (30), Sociologia e storia della radio (30 e lode), Etica e comunicazione (30), Semiotica (30 e lode), Analisi dei dati testuali (30 e lode) e infine Media e consumi giovanili (30)! Una bella media, no?

Meritate vacanze…ho già iniziato a lavorare (part-time) così da mettere qualcosa da parte…sarebbe bello poter fare un viaggio, magari sotto sotto le vacanze di Natale! Chissà…e nel frattempo, penso alla radio e al futuro “prossimo”: da lunedi, libri in mano e si studia…un pò alla volta, giusto per non perdere il ritmo! Poi tanto mare, qualche mini-viaggetto e tanto, tanto relax :)

Un augurio di buona estate! PS: il blog non va in ferie…anzi ;)

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“Parma, anno 1999. Un piccolo investimento, acutissima percezione e un pizzico di fortuna, lanciano nel fashion system alla velocità della luce un ventiduenne carpigiano. È Matteo Cambi, baby leader della new economy che, alle soglie del nuovo millennio, fonda nella cittadina emiliana la Jam Session e registra il marchio GURU. Le prime T-shirt e le Felpe, ispirate al mondo del surf dalle grafiche invitanti e dal prezzo contenuto, trovano immediatamente un riscontro positivo sul mercato. L’anno si chiude con un utile di 180 milioni di vecchie lire. La margherita sboccia dopo un paio di anni, nel 2001, rivoluzionando in poco tempo il total look e lanciando l’era delle t-shirt. Brand esplosivo e concettualmente carismatico, ideato per i giovani; da zero a settanta milioni di fatturato in 5 anni. Il simbolo semplice, diretto e tenero diventa un’icona, un segno di riconoscimento tra le tribù metropolitane. La prima collezione estiva vende 200 mila magliette. Matteo Cambi, abilissimo pierre, cura personalmente la strategia di comunicazione e semina minuziosamente le sue margherite. Personaggi come Cannavaro, Maldini, Vieri e Elisabetta Canalis indossano Guru. La margherita più conosciuta del pianeta diventa il simbolo dei tour e delle feste più mondane dello stivale. L’azienda è in continua crescita mentre si prepara a conquistare il mercato internazionale non più come fenomeno di costume, ma come realtà industriale. Guru e motori. Nel 2004 sboccia un fiore sulle auto di Formula Uno. Con il team Renault e in particolare su Fernando Alonso. “The king flower”, è il protagonista indiscusso di un impero in ascesa.” (Fonte http://www.bmm.cc, 2006)

Matteo Cambi è stato a lungo esaltato come l’emblema della perfezione in termini di imprenditorialità giovanile…praticamente un esempio da seguire; a tal punto da essere citato un paio di anni fa, da un docente di economia della mia facoltà, durante una lezione…ed eccolo qui, che tra una notizia ( oserei dire “tra un arresto ed un altro..”) guarda chi trovo…il “baby leader” è in carcere…e Guru ha chiuso…motivo? Bancarotta fraudolenta ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti. Una truffa ideata e portata avanti – assieme al patrigno Mariuccio De Marco Gianluca e alla madre Simona Vecchi, anche loro arrestati – per ripianare il buco di bilancio dell’azienda. L’azienda proprietaria del marchio di abbigliamento è la Jam Session Srl, di proprietà per il 60% dei coniugi e il restante 40% di Matteo Cambi; la Procura ha chiesto la dichiarazione di fallimento dopo una lunga indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bologna. Gli illeciti – ancora non elencati nel dettaglio – dovrebbero ammontare a decine di milioni. Tra le accuse bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, illecite ripartizioni degli utili e riserve sociali, indebita restituzione dei conferimenti, infedeltà patrimoniale, dichiarazione fraudolenta e infedele. I tre emettevano e utilizzavano fatture per operazioni inesistenti per diversi milioni di euro; inventavano costi per far pareggiare il bilancio dell’azienda. Il Tribunale della città emiliana, nei giorni scorsi, ha giudicato insanabili le insolvenze e non sostenibile il concordato chiesto dai legali. Roba da niente, eh?

Che dire…un altro “mito” ( non mica per me…) è caduto, svanito, *Puff*! Altro fallimento all’Italiana…un’altra non-storia da non-raccontare ai propri nipotini.

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Mancano esattamente due ore dal lancio dell’iPhone in Italia…ci siamo.

Il nuovo dispositivo della Apple, finalmente 3G, arriva con un pò di ritardo ma per la gioia di tutti coloro che non ce la facevano più ad aspettare…diciamo che tra questi potrei esserci anche io, ma la solita Italia ha rovinato la festa.

Tariffe assurde, salate e senza paragoni con gli altri operatori internazionali…l’unico paese dove la banda è limitata e venduta a caro prezzo…scatti alla risposta, tariffe salate, banda mensile prestabilita (cosa che odio…ma come si fa a navigare sereni e tranquilli in questo modo? Caspita…è un telefono…mica ci scarichi i film o chissà che…).

il Corriere.it ha realizzato un bricolage con le tariffe dei più importanti carriers telefonici internazionali, per dare un’occhiata basta cliccare sull’immagine a lato ( Fonte Corriere.it ).

Da notare le tariffe della T-Mobile Olandese…rispetto alle nostre care Tim e Vodafone, l’azienda tedesca il telefono te lo regala…

Perchè in Italia devono sempre accadere cose simili? Com’è possibile che ogni volta che si può, ecco che spunta il “Cartello”?

Ho deciso di non acquistare il dispositivo…non ora, non in questo paese…e a mio avviso, così dovrebbero far tutti…

NON COMPRARE

L’iphone è un dispositivo da rete e come tale, deve necessariamente avere dei piani per la navigazione più semplici ed economici…ma soprattutto, non limitati ( a banda illimitata ).

E’ difficile dirlo ( per mia tristissima esperienza personale ) ma mi manca tanto la “3″…o perchè no, la Wind. Sicuramente sarebbe altra musica…e forse, altra i-Talia.

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